«Non è vero che sono stata pagata per mesi dall’Organo straordinario di liquidazione del comune di Milazzo senza avere una proroga della nomina. Ho sempre svolto il ruolo di consulente contabile dopo avere ottenuto un incarico documentato». A sostenerlo ad Oggi Milazzo è la ragioniera Teresa Laurà, 67 anni, originaria di Gioiosa Marea, forte del verbale di delibera n.3 dell’8 gennaio 2015.

Laurà è stata oggetto di una interrogazione a firma del consigliere comunale Alessio Andaloro con la quale ha chiesto al capo della ragioneria, Francesco Consiglio, di verificare se la professionista fosse stata pagata da gennaio a giugno 2015 nonostante non vi fosse una proroga della consulenza a supporto dell’Organo straordinario di liquidazione (Osl), la commissione nominata dal Ministero per gestire il buco milionario dell’ente.

Forte di una esperienza maturata in oltre 50 enti pubblici, il ragioniere Teresa Laurà è stata chiamata dall’organo composto da Margherita Catalano, Maria Di Nardo e Antonio Danese per essere «coadiuvata nei compiti inerenti l’istruzione delle pratiche di gestione dell’indebitamento». Quattro gli atti che la riguardano: il primo di nomina, il resto di proroga. Ad interrompere l’attività, avviata nell’aprile 2013, è stata una sentenza del Tar del 2015 che ha eccepito sull’iter con cui è stato proclamato il default (riconfermato nelle settimane scorse dall’amministrazione Formica).

Nell’interrogazione Andaloro ipotizzava – basandosi sugli atti pubblicati online sul sito del comune di Milazzo – che l’Osl avesse continuato a pagarla nei primi sei mesi del 2015 nonostante l’incarico fosse scaduto a fine 2014. E chiedeva – nel caso fosse stata confermata la sua ipotesi – di recuperare il compenso «indebitamente erogato». In realtà così non è: la proroga è arrivata l’8 gennaio 2015 e prevedeva la consulenza fino al 31 dicembre dello stesso anno. L’incarico, però, è decaduto assieme all’organo straordinario di liquidazione dopo la sentenza del Tar.

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