Otto milioni. Sarebbe questa la somma riconosciuta a Eni e Kuwait, azionisti della Raffineria di Milazzo, per i danni causati dell’incendio del serbatoio Tk513 il 27 settembre 2014. La struttura fu divorata dalle fiamme scatenando il panico in tutto il comprensorio di Milazzo. Dopo due anni e mezzo il pool assicurativo internazionale con sede a Londra ha concesso il risarcimento di 6 milioni di euro per il serbatoio e 2 milioni per il prodotto perso, nafta vergine conservata all’interno della cisterna che poteva contenere fino a 500 mila litri. Rimane ancora da quantificare il danno legato ai forti ritardi di consegna del greggio alle petroliere che per giorni sono rimaste ferme nella rada e alla distruzione di un mezzo utilizzato dal servizio antincendio interno.

Il serbatoio rimane sequestrato dalla procura di Barcellona che all’epoca ha aperto un fascicolo nei confronti di ignoti. Dall’anno scorso, però, si sta lavorando per la bonifica dell’area. Solo nei primi mesi del 2016, infatti, il magistrato titolare ha concesso le autorizzazioni necessarie per accedere all’interno del perimetro e avviare i cantieri. L’investimento che la Raffineria di Milazzo ha previsto per l’operazione ammonta a quasi 15 milioni di euro. I lavori sono cominciati poco prima dell’estate. Dopo la messa in sicurezza del bacino di contenimento (complessivamente circa 10 mila metri quadrati) i tecnici della Ram potranno togliere i sigilli ed entrare per la prima volta all’interno del serbatoio assieme ad un ctu, esperto nominato dalla procura del Longano, per capire le cause dell’incendio (la scintilla sarebbe partita dall coperchio gallegiante)

Il 27 settembre 2014 le fiamme si alzarono alte alle 00,50. Nel giro di pochi minuti la notizia si diffuse e migliaia di persone del comprensorio lasciarono le abitazioni paralizzando le strade e, in particolare, il casello di Milazzo. Fortunatamente, grazie al tempestivo intervento dei tecnici Ram e l’attuazione di procedure di sicurezza, non si registrarono vittime ne feriti. Solo tanta paura e una scia di polemica sulla disorganizzazione all’esterno dell’area industriale visto che i cittadini non sapevano come comportarsi in assenza di indicazioni chiare da parte delle amministrazioni comunali.

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Ioamolasicilia
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Ioamolasicilia

E per i danni ambientali? Forse pensano che sia tutto regolamentare?

Ignorante e in bolletta.
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Ignorante e in bolletta.

Fanno i danni e vengono pure risarciti….
Che paese meraviglioso siamo !!!!!!

senzapelisullalingua
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senzapelisullalingua

e i milazzesi chi li risarcisce …solo l’ASL e l’ospedale di MIlazzo o il Papardo??

Milazzesedoc
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Milazzesedoc

Ancora oggi a distanza di oltre 2 anni i cittadini non hanno idea di come comportarsi in caso del genere! Poi non si capisce come mai nessun risarcimento per la città che fortunatamente non ha subito danni materiali e a persone ma ha subito danni di immagine