Realizziamo la costituzione per il lavoro, lo sviluppo, la democrazia” è il titolo dell’incontro promosso alla Sala a vetri del Diana da Area  Riformista del Partito Democratico.
Ha introdotto gli interventi Domenico Siracusano che ha precisato come le questioni sociali che attraversano il paese e le condizioni del PD sono state al centro di Area Riformista a livello locale e nazionale, oggi impegnata a sostegno delle ragioni del No al referendum costituzionale..
In riferimento alle questioni sociali è intervenuto Felice Oteri di Area Riformista PD Milazzo: «La nostra democrazia non gode di buona salute. È necessario ampliare le occasioni di partecipazione, puntando in primis a riforme strutturali del mercato del lavoro che garantiscano libertà e stabilità e non sgravi fiscali di brevi periodi». Sulle stesse questioni  Mariella Maggio, parlamentare PD all’Ars ha dichiarato che «è fondamentale incidere sui reali bisogni del Paese, dando potere e non sottraendolo alle istituzioni territoriali».
Giuseppe Restifo dell’Anpi Messina ha, quindi, incentrato il suo intervento sul collegamento tra i nuovi diritti emergenti e i valori della costituzione..
Nel merito della riforma costituzionale è intervenuto Antonio Foti, consigliere comunale PD Milazzo, che, ribadendo le motivazioni tecniche di un “no” al referendum, ha posto l’attenzione sulla necessità di tornare ad ascoltare i territori e le popolazioni. A tal proposito, ha portato all’attenzione dell’on. Speranza il rapporto nevralgico tra salute, ambiente e lavoro nella Valle del Mela e a Milazzo. Ha lanciato, poi, il dibattito sull’idea di una nuova e profonda rivoluzione culturale all’interno della sinistra. Lillo Oceano, segretario generale della CGIL di Messina, ha sottolineato il limiti della riforma nel merito e soprattuto nel metodo che invece di unire sta dividendo il Paese.
Giuseppe Grioli, del PD di Messina, ha, quindi, evidenziato come all’interno del PD il rapporto tra partito e base sia mutato. «Non siamo più una comunità, al vertice c’è solo un capo. Noi siamo un’anima critica che tenta di rimettere in carreggiata il partito, riportando in vita i valori di partecipazione e condivisione propri del centrosinistra».
Ha concluso i lavori l’on. Roberto Speranza. «Da mesi il dibattito nazionale verte solo sulla riforma costituzionale, e non invece sui  problemi sociali che interessano davvero ai cittadini. Le disuguaglianze crescono ed il centrosinistra deve tornare a rappresentare queste esigenze. Anche per questo è errata l’impostazione della nuova costituzione che, insieme alla legge elettorale, accentra i poteri melle mani del partito di maggioranza, lasciando meno spazio ai territori, al parlamento: alla democrazia sostanziale. Conterà solo chi vince le elezioni. Non è questo lo spirito che deve accompagnare una riforma costituzionale.» L’Onorevole Roberto Speranza in conclusione ha invitato tutti i cittadini ad una mobilitazione democratica a sostegno del No al Referendum Costituzionale del 4 dicembre in piena coerenza con i valori fondanti del Partito Democratico.

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