«Ci saremmo aspettati una conferenza stampa nella quale fosse spiegata la provenienza dei debiti fuori bilanci e della reale situazione debitoria del Comune di Milazzo ed invece abbiamo ascoltato tutta una serie di accuse su comportamenti della precedente amministrazione ma nessun cenno su come e perché questi debiti siano maturati. Limitandosi a dire che buona parte di questi debiti è da ricondurre a espropri e altra ai contenziosi». Non è tardata la reazione del capo dell’opposizione consiliare Pippo Midili di fronte alle accuse lanciate dal primo ciitadino nei confronti dei predecessori accusato di avere portato con le loro condotte al dissesto delle casse, sommerse da 44 milioni di euro di debiti.

Nonostante i tentativi del sindaco Formica di evitare il dissesto, alla fine ha dovuto cedere e votare in giunta la delibera che propone al consiglio comunale di votare il default del comune di Milazzo. L’aula nel giro di una decina di giorni approverà l’atto. Ma non si tratta solo di numeri. C’è anche la politica.

«Il Sindaco va oltre, dicendo che questa situazione era sicuramente conosciuta a qualcuno ma non a lui o alla città – attacca Midili  – Come dire che questi debiti fuori bilancio li conosceva la precedente amministrazione e li ha tenuti nascosti. Rileva poi che la Commissione straordinaria di liquidazione si è limitata solo ad acquisire le richieste dei debiti fuori bilancio provenienti dai creditori mettendo in luce una pessima conoscenza della materia dissesto, nonostante un anno e mezzo di studio suo e dei suoi collaboratori. Aspetto questo, che si ripete spesso quando Formica parla di debiti fuori bilancio fatti dall’amministrazione Pino che, in procedura di dissesto, certamente non erano tali per tanti di quei motivi che saranno chiariti nei luoghi deputati a farlo. Detto da chi in appena quattro mesi ha fatto oltre 2 milioni di euro di debiti fuori bilancio riconosciuti in aula, a differenza di tutti gli altri debiti che invece sono rimasti misteriosamente fuori, viene da sorridere».

Il Sindaco ha parlato anche di “avanzi di amministrazione inesistenti”. «Ha commesso lo stesso errore di chi non distingue tra un Comune in Dissesto e uno che invece non lo è. Non ci meraviglia. Legge parti di relazioni della Corte dei Conti, cui oggi crede a differenza del 2012, e del dottor Logoteto (ispettore ministeriale, ndr)  “dimenticando” alcune parti importanti e fondamentali. Logoteto, pur dopo anni, riconosce che verosimilmente, da una sommaria analisi, nel 2011 il dissesto finanziario dell’Ente c’era. Non certo solo per i debiti fuori bilanci. Aggiunge lo stesso Commissario che, dall’anno 2011 all’anno 2013 il disavanzo di amministrazione si è pressoché dimezzato. Come? Non certo per intervento Divino ma solo perché il Comune riuscì a incassare somme tali da poter pagare debiti precedenti (ante 2010) anche attraverso il lavoro svolto dal personale del Comune in integrazione oraria che portò a recuperare, oltre a 2500 evasori totali, somme che, tra servizio rifiuti e servizio idrico, superano molto i 2 milioni 500 mila euro d’incassi a fronte di poco più di 300 mila euro d’integrazione oraria. Senza contare i ruoli suppletivi che ancora, questo si stranamente, non sono stati emessi e che riguardano proprio quell’elenco di evasori totali dei quali noi non facciamo parte e, ci auguriamo, neanche i membri dell’attuale Amministrazione».

Nella relazione del Dottor Logoteto si evince anche (secondo le parole del Sindaco in conferenza), che l’Amministrazione precedente avrebbe fatto uno “scriteriato e indiscriminato ricorso all’anticipazione di cassa”. «Sembrano le stesse parole utilizzate dall’ufficio ispettivo dell’Assessorato regionale per gli anni 2002-2010 e della stessa Corte dei Conti sempre per i periodi 2002-2010 – ironizza il consigliere, ex assessore al Bilancio –  Periodi che l’attuale Sindaco conosce bene perché in qualcuno di quegli anni rivestì il ruolo di dirigente del Comune di Milazzo»

Una considerazione è d’obbligo secondo Pippo Midii: la diversa rappresentazione delle conseguenze del Dissesto Finanziario. «Ora il sindaco dichiara essere quasi come una panacea e che alcuni anni fa considerava invece il diavolo, il fallimento della politica, tanto da spingersi a dire nel 2012: “Se il Comune è in Dissesto, l’Amministrazione è un disastro.”, invitando nel frattempo a tornare al voto perché in un anno e mezzo la gestione della cosa pubblica non era riuscita a fare nulla per evitare il fallimento dell’Ente. Ecco, un anno e mezzo dopo il suo insediamento, con tante nuove norme di supporto a evitare il passo estremo, il sindaco Formica ha dichiarato il Dissesto Finanziario, sconfessando la sua intera campagna elettorale e il lavoro dei suoi consiglieri comunali della passata legislatura e limitandosi a parlare dei guai degli altri che, come anticipato, saranno ampiamente discussi in altre sedi».

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