«Nessun accanimento contro Ciccio Patti e la sua società. Si tratta solo di preservare e tutelare il patrimonio dell’ente applicando criteri equi». A parlare è Lucia Lombardo, segretaria della Fondazione Lucifero di Capo Milazzo.  Le scintille tra l’Ipab di Capo Milazzo e la società sportiva hanno ripreso a scoppiettare nei giorni scorsi. Quando la scuola calcio, fondata 40 anni, si è vista chiudere i rubinetti dell’acqua da parte della Fondazione Lucifero, proprietaria dello Stadio delle Palme  in affitto dal 2004, mettendo a rischio la sopravvivenza del manto erboso del terreno di gioco. Come se non bastasse, la Fondazione avrebbe diffidato gli atri affittuari adiacenti a cedergli dell’acqua prelevata dai pozzi dell’Ipab. In base al contratto, se Patti non riuscisse a garantire il manto rischia lo sfratto.

Secondo la Fondazione, la società Vincenzo Patti, in base al contratto, non ha diritto ad attingere ai pozzi. A fronte di un canone di appena 250 euro al mese, ha, invece, numerosi gli obblighi. Come dimostrare la conformità agli impianti elettrici, la sistemazione dei muretti a secco, impiantare e mantenere il manto erboso, concedere il campo per un massimo di 30 giorni per organizzare manifestazioni socio-assistenziali, e la possibilità da parte dela Fondazione di segnalare finoa 20 bambini da iscrivere gratuitamente alla scuola calcio. «Il pozzo – riferisce Lucia Lombardo – lo avremmo pure potuto chiudere e invece è stato ristrutturato per venire incontro a lui e agli altri affittuari per usi irrigui e per un utilizzo strettamente necessario in particolare nel periodo estivo. Per anni, Patti, ha usufruito dell’acqua gratis. Davanti a bollette del gestore elettrico da 2 mila euro, però, derivanti dall’utilizzo delle pompe di sollevamento, abbiamo deciso di distribuire almeno i costi. Non c’è alcun accanimento nei confronti della società. Per quanto riguarda la segnalazione di bambini abbiamo fino ad ora rinunciato. Nel nostro statuto non si parla di sport e, comunque, abbiamo una visione educativa diversa rispetto a quella della Vincenzo Patti, il nostro modello è quello della nostra Gigliopoli, la città dei bambini, la cui validità è riconosciuta a livello nazionale».

Anche il sindaco Giovanni Formica si schiera accanto alla Vincenzo Patti e al suo patron Ciccio Patti. «Patti si è rivolto a me chiedendo una mano per non vedere morire ciò che ha costruito con amore e dedizione in tanti anni di sacrifici – ha dichiarato il sindaco Formica –  Le cose che mi sono state riferite meritano un approfondimento e per questo nelle prossime ore chiederò ai rappresentanti del Comune nel Consiglio d’amministrazione della Fondazione di relazionare sull’accaduto. Non si può liquidare la vicenda come una semplice questione amministrativa – ammonisce il primo cittadino di Milazzo –  Continua, a mio avviso, ad esserci un problema serio di rapporti tra la città e la fondazione della cui gestione si sa davvero troppo poco. Per dirne una, non capisco per quale ragione non si sia ancora adeguata agli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni imposti dal D.Lgs. 33/2013. Questa grave mancanza impedisce il controllo diffuso al quale, per esempio, il comune si sottopone con la pubblicazione integrale degli atti e delle informazioni nella sezione amministrazione trasparente», conclude Giovanni Formica.

Lucia Lombardo, non ci sta nemmeno ad accettare queste accuse. E replica per le rime. «Non siamo un Comune, non utilizziamo finanziamenti pubblici o soldi dei cittadini, al contrario di altre Ipab utilizziamo solo i proventi del nostro patrimonio. Gli obblighi di pubblicità li stiamo assolvendo ma la legge impone solo atti con rilevanza dei terzi, non tutti gli atti amministrativi interni. Se il sindaco – che io non conosco e che non ci ha mai onorato di una sua visita – ha qualche denuncia da fare, lo faccia al nostro assessorato regionale e risponderemo a lui».

Il “caso” Ciccio Patti sarà oggetto di discussione nel corso della riunione del Cda previsto nel tardo pomeriggio.

 

 

 

 

 

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Massimo
Massimo
5 anni fa

Ciccio , per la strada passano i tubi dell’acqua comunale . Allacciati come fanno la maggior parte delle ville al capo . Tu almeno mantieni tanti bambini a giocare a calcetto. Mi meravigliano Russo e Lombardo che hanno fanno sport

enzo
enzo
5 anni fa

ma ci siete o ci fate??!!??!!
gli chiudete l’acqua, gli vietate di prenderla altrove, ma deve curare il manto erboso !!??!!??
complimenti siete dei geni !!! ora l’acqua sa potta chi bagghioli da casa !!!! e meno male che a capo di questi enti “benefici” ci sono delle menti eccelse, laureati, dottori, notai, avvocati, ingegneri etc etc etc
ce ne fossero di ciccio patti a Milazzo !!!!

manny
manny
5 anni fa

Ciccio Patti in base al contratto non può attingere ai pozzi della fondazione, ma la stessa può chiedergli lo sfratto se Ciccio non mantiene il manto erboso in buone condizioni. Ma se non può attingere acqua come può far crescere l’erbetta?Qualcosa non quadra. Ciccio io avrei una soluzione….attacca un tubo di gomma che parte da casa tua e lo fai arrivare fino al campo. Fondazione abbiamo risolto

Nicola Pètrina
Nicola Pètrina
5 anni fa

“nessun accanimento contro Ciccio Patti” excusatio non petita, accusatio manifesta, cara Lucia Lombardo.
Il Cda della fondazione, in questa come in tante altre occasioni, dimostra la filosofia “da proprietà privata” con la quale gestisce la Baronia. Ne parlano e lo utilizzano come se fosse il loro giardino di casa, impedendo ai milazzesi di poter godere tutti i giorni di questo patrimonio.

Sebastiano
Sebastiano
5 anni fa

Ancora questi del carrozzone della fondazione lucifero non hanno capito che al pari dell’ amministrazione precedente e di quella attuale che prima se ne vanno a casa meglio e’.