I finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Milazzo, guidata dal capitano Michele Milazzo, hanno sequestrato beni patrimoniali per un totale di 4 milioni di euro ad un imprenditore messinese della nautica, la cui società è specializzata nella produzione e nella commercializzazione di imbarcazioni di lusso. Il provvedimento di sequestro patrimoniale per “equivalente”, nato  a seguito di una complessa indagine su alcune imprese collegate alle società di una holding, un gruppo imprenditoriale già quotato in borsa ed ora sospeso, è stato richiesto dalla Procura della Repubblica di Messina ed emesso nei confronti di un imprenditore messinese le cui aziende operavano nell’hinterland milazzese. Il manager è stato indagato per reati tributari. L’esecuzione del decreto ha consentito il sequestro di quattro rapporti bancari, quote societarie di quattro imprese, sei veicoli, cinque immobili, un opificio industriale e quattro terreni.
La complessa attività di polizia giudiziaria è stata sviluppata attraverso approfonditi accertamenti e verifiche
sulle operazioni gestionali delle numerose società che, seppur formalmente intestate a persone diverse, operavano nello stesso settore e nel medesimo contesto territoriale, ma soprattutto facevano riferimento ad un unico centro decisionale, non avendo gli amministratori una reale indipendenza gestionale. «L’esame dei dati contabili e della voluminosa documentazione degli atti di gestione, l’ulteriore attività di indagine anche eseguita con mezzi tecnici e l’effettuazione di mirati sopralluoghi sui cantieri – si legge in una nota –  hanno fatto emergere, in modo inconfutabile, le condotte perpetrate dall’imprenditore L.E. messinese di anni 50, amministratore pro – tempore delle società interessate, il quale, attraverso artifici contabili, false fatturazioni aveva posto in essere simulate operazioni commerciali inerenti la compravendita di imbarcazioni da diporto, con chiaro intento evasivo e con il fine di far accrescere in maniera fraudolenta il valore delle azioni quotate a suo tempo in borsa della predetta società holding».
 Le risultanze delle strutturate attività investigative erano state inizialmente comunicate alla Procura della Repubblica di Barcellona che successivamente ha trasmesso una parte degl i atti per competenza territoriale a Messina.
Al termine delle indagini eseguite dai finanzieri mamertini, il Sostituto Procuratore della Repubblica di Messina, Francesco Massara, aveva avanzato al Tribunale di Messina la proposta di sequestro preventivo di oltre quattro milioni di euro  «finalizzata alla confisca per equivalente del prezzo o profitto dei reati, al fine di scongiurare il rischio che l’imputato si spogliasse delle sue proprietà mobiliari e immobiliari, al fine di sottrarsi alla successiva azione di riscossione dei tributi erariali ed all’irrogazione delle relative sanzioni da parte dell’Amministrazione finanziaria».
L’operazione della Guardia di Finanza, si inquadra nella più ampia attività di contrasto all’illegalità fiscale e al la criminalità economico – finanziaria che sempre più mina le fondamenta dell’economia legale e degli operatori onesti, attraverso la sempre più incisiva aggressione dei patrimoni a tutela delle casse erariali.

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