I ragazzi della Vincenzo Patti si sono classificati al primo posto nel campionato provinciale categoria giovanissimi dedicato ai nati negli anni 2002-2003. E’ stata una cavalcata entusiasmante per la società guidata da Ciccio Patti che si è aggiudicata la vittoria finale vincendo otto partite su dieci e pareggiandone una, confermando così quanto di buono aveva fatto durante tutta la stagione. Ma la gioia non riesce a colmare l’amarezza. Le tensioni tra la società e la Fondazione Lucifero, proprietaria del campo di Capo Milazzo dove la Vincenzo Patti si allena si fa sempre più forte.

«Sono orgoglioso di quanto hanno fatto i miei ragazzi quest’ anno – dice l’allenatore Alessandro Camattari – e non solo per la grande vittoria ottenuta in questo campionato ma anche e soprattutto per quello che abbiamo dimostrato anche nel campionato principale, quello dedicato ai nati nel 2001 -2002, dove nonostante la differenza di età (noi di fatto non abbiamo ragazzi del 2001), siamo usciti in semifinale soltanto ai calci di rigore, dopo aver incontrato senza perdere squadre molto forti come l’F24 di Messina a cui faccio i complimenti per la vittoria finale e la Giovanile Milazzo . Ho un gruppo meraviglioso di ragazzi che stanno crescendo tanto insieme e non solo sotto l’aspetto sportivo, tanto che si frequentano quotidianamente anche fuori e questo è uno dei motivi per cui è particolarmente complicato affrontarci. Il calcio è uno sport di squadra e per me e per i miei ragazzi la squadra viene sempre prima dell’individuo».

Soddisfatto anche il presidente, Ciccio Patti, il quale si appresta a festeggiare nella prossima stagione sportiva i quaranta anni di attività: «E’ vero. Sono soddisfatto di quanto ha fatto la squadra e il mister quest’anno. Per me è un piacere vedere come giocano , sono ordinati e ognuno sa bene cosa deve fare. Credo che mio padre si diverta da lassù a vedere giocare la squadra che porta il suo nome. Non riesco però a gioire perché  abbiamo perso il campo, la Fondazione non ci ha più fornito l’acqua per irrigarlo. Non capisco questo accanimento nei miei confronti, e dire che abbiamo fatto tanto in questi anni per la città».

La Vincenzo Patti, nel corso degli anni, ha portato a Milazzo campioni del calibro di Franco Baresi, Pierino Prati e Diego Dominguez; organizzato due tornei scolastici, le Milan School Cup, a cui hanno partecipato più di quattrocento bambini; dato la possibilità a tanti ragazzini di avere il piacere di giocare a pallone su un campo”vero”, in erba vera.

Ma cosa succede con la fondazione? Da tempo c’è un contenzioso poichè l’ente benefico ha innalzato la tariffa per la fornitura idrica proveniente dai propri pozzi e Patti continua a pagare solo in base alla vecchia tariffa. Da un lato c’è la Lucifero che vanterebbe 8 mila euro, dall’altro la società sportiva che ritiene di avere pagato tutte le bollette regolarmente.

Questa la versione di Ciccio Patti. «Chi gestisce la Fondazione sostiene che sono moroso, ma ho sempre puntualmente pagato l’affitto e i costi relativi alla fornitura dell’acqua  – sostiene Patti –  La mia società non ha fini di lucro, devo pagare i costi di gestione con le pochissime risorse di cui dispongo e che impiego fino alle ultimo centesimo per i ragazzi della squadra, i mie scopi sono gli stessi sui quali riposa la Fondazione: garantire ai bambini di Milazzo attività ricreativa e di formazione anche di vita in un ambiente salubre ed integro nei valori. Ho cercato in ogni modo di onorare i miei impegni con i pochi mezzi di cui dispongo, ho sempre lavorato per conservare il campo florido e verdeggiante. Perché allora questo atteggiamento nei miei confronti e lasciarmi da solo senza neanche un minimo di acqua per mantenere il manto? Perché se crolla un muro a secco per il passaggio di mezzi pesanti utilizzati per altri siti che non sono legati all’attività di calcio devo ricostruirlo io? Perché se entrano delle persone per una passeggiata nei terreni della Fondazione per ammirare le bellezze del sentiero di levante , poi mi mettete le catene ai cancelli? Perché i mei ragazzi non hanno il diritto a essere spensierati come i ragazzi che frequentano Gigliopoli? Perché tutto questo? No, non riesco a gioire . Ho fatto sacrifici per creare un campo così bello e ora è morto e con esso lo sport…..».

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