Quando si parla di musica, non bisogna andare troppo lontano per conoscere uno dei più grandi maestri del nostro territorio. Mi riferisco a Sergio Bertolami, musicista e compositore milazzese, che ha raggiunto molti traguardi a livello nazionale e internazionale. Ho avuto il piacere di conoscerlo quando è venuto in classe e ha parlato con noi della sua esperienza artistica.

Da dove è nato il suo amore per la musica?

L’amore per la musica ce l’ho sempre avuto: è nato con me. Sono stato un cosiddetto ”bambino prodigio”. Mia madre racconta con orgoglio che per il mio terzo compleanno mi ha portato in un negozio di giocattoli. Ero piccolissimo ma avevo già le idee chiare su ciò che volevo: scelsi con ostinata determinazione un piccolo pianoforte. Pochi giorni dopo i miei genitori rimasero a bocca aperta quando sentirono che da quel giocattolo “tiravo” fuori “ad orecchio” tutti i motivetti dello Zecchino d’oro, seguendo una specie di spartito immaginario che avevo già ben chiaro nella mia testa. Da quel momento per gli amici, i vicini e i parenti ero il “musicista” di casa Bertolami. E così, a soli tre anni, iniziò la storia della mia musica.

Quando ha cominciato a suonare in pubblico?

A dodici anni ho cominciato a suonare in chiesa. Ero organista alla Chiesa del Sacro Cuore dove anche istruivo e guidavo il coro. A tredici anni suonavo il pianoforte in teatro per delle rappresentazioni di fiabe musicali.

Ha iniziato così presto anche a comporre la musica?

Ero un ragazzino di terza media, proprio come voi, quando a quattordici anni ho composto la messa per la celebrazione del 50° anniversario di Sacerdozio di Monsignor Cernuto, cantata dai cori di tutte le parrocchie di Milazzo, riuniti per l’occasione nel Duomo. Ancora oggi, a distanza di così tanti anni da quell’evento, alcune parti di quella messa vengono cantate.

(A questo punto, il maestro imbraccia la sua chitarra e accenna il motivo dell’Agnello di Dio. Molti di noi riconoscono quel canto così tanto familiare, ascoltato spesso durante le messe)

Quale, tra le sue composizioni, ama di più?

Sono tutte mie creature e in vario modo le mie composizioni mi rispecchiano. Le amo quindi tutte. Posso citare quelle che rappresentano meglio tre momenti diversi della mia vita. Negli anni Novanta c’è stata la “Melodia Siciliana” scritta per una produzione televisiva olandese e ben interpretata, in quell’occasione, dal flautista milazzese Fabio Sodano. All’inizio del duemila risale “Edusia”, edita da Carrara Edizioni. Fra le ultimissime c’è invece “A flood of life”, selezionata in un programma di Rai Radiodue. Queste, insieme ad altre musiche, mi danno la grande soddisfazione di essere oggi eseguite, ascoltate ed apprezzate in Italia e all’estero.

Lei suona diversi strumenti: quale preferisce?

Il mio strumento è il pianoforte. Oltre a suonarlo da sempre, è per me anche lo strumento con il quale trovo l’ispirazione per comporre la mia musica. Con il pianoforte riesco ad immaginare e creare le partiture anche per tutti gli altri strumenti, in un senso totale della musica. La chitarra è lo strumento che uso per la didattica, nell’approccio con i ragazzi. E’ la chiave per entrare in contatto con i loro cuori. E’ bellissimo entrare in una classe con la chitarra e vedere i loro occhi rapiti dal suono delle corde. Con la chitarra si crea subito una magia speciale. Come vedete, anche oggi è qui con me!

La sua formazione com’è stata?

Ho fatto il Conservatorio frequentando i due corsi Decennali di Pianoforte e Composizione e il corso Triennale di Didattica Musicale. Ho conseguito brillantemente due lauree col massimo dei voti e la lode. Ho frequentato, inoltre, diversi Corsi di Perfezionamento con grandi maestri tra cui Ennio Morricone per la musica da film, Salvatore Sciarrino per la Composizione, Nicola Hansalik Samale per la Direzione d’Orchestra.

Il suo lavoro nelle scuole. Che tipo di esperienza è stata?

Un’esperienza intensa, sia dal punto di vista didattico e musicale, sia dal punto di vista umano. Per me è stata una vera rivelazione il contatto con i bambini: la loro capacità di vivere la musica è totale, intuitiva, armoniosa. Emblematico di ciò è il percorso artistico del Coro Piaggia: in 5 anni di attività corale, abbiamo vinto 10 Primi Premi (mai secondi) nei Concorsi Nazionali, portando lustro in tutta Italia alla città di Milazzo.

In questo periodo sta componendo qualcosa?

Si, sto lavorando a dei progetti. E’ una fase in cui il mio passato incontra il mio presente, laddove l’esperienza nutre la mia continua ricerca.

Cosa direbbe a un ragazzo che si trova di fronte a una scelta e non sa quale strada intraprendere?

Direi che la scelta non dovrebbe essere avulsa da ciò che sentiamo dentro. Pensate che tragedia “fare” il medico o “fare” l’insegnante senza “sentirlo”. Nello stesso modo è una cosa tristissima “fare” il musicista senza “esserlo” dentro. Per me essere musicista è un percorso spirituale e umano, un progetto al quale non ho potuto mai sottrarmi e che coinvolge ogni aspetto del mio vivere. E’ qualcosa con cui ho sempre dovuto fare i conti, nel bene e nel male, godendo della condizione privilegiata di chi “fa” ciò che “sente” profondamente, ma sempre con un grande senso di onestà, impegno e responsabilità. Suonare, comporre, insegnare, condividere con gli altri la “bellezza” è ciò che mi consente di avere un ruolo nel mondo, nella piena consapevolezza che la bellezza dell’arte, l’emozione che essa suscita, l’amore che essa nutre e di cui si nutre, siano elementi irrinunciabili nella vita dell’uomo.

Riccardo Carcione III E

Istituto Comprensivo Secondo – Media “Luigi Rizzo”

 

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