ESCLUSIVA. Sarebbero di proprietà di un sacerdote e di una dipendente comunale le due case d’appuntamento sequestrate la settimana scorsa dagli agenti del commissariato di polizia di Milazzo, guidato dal vice questore Antonio Rugolo. All’interno dei due appartamenti, entrambi in un popoloso condominio di via Spiaggia di Ponente, operavano da mesi una decina di donne provenienti dall’America latina che si alternavano nell’offrire prestazioni sessuali a clienti che provenivano da tutto l’hinterland. I prezzi erano “popolari”: tra le 50 e le 70 euro. Troppo “passeggio” – giorno e notte – per passare inosservati. Ogni donna, infatti, riusciva ad incassare anche 500 euro al giorno.

Una situazione che avrebbe portato all’esasperazione i condomini che – a quanto pare – avevano più volte avvertito, sia il sacerdote che la donna, delle pratiche che avvenivano all’interno dei propri locali. L’attività, però, non sarebbe mai cessata. Secondo gli inquirenti gli appartamenti venivano affittati (o sub affittati) mensilmente a somme al di sopra dei prezzi di mercato e, secondo una nota della questura, non interamente dichiarati.

Il sacerdote, originario di un centro limitrofo, ma residente da anni a Milazzo, è stato denunciato assieme alla dipendente comunale (in quanto proprietari degli immobili) e ad una donna extracomunitaria che avrebbe coordinato le ragazze tra i 20 e i 30 anni che si prostituivano e che pubblicizzavano anche su giornali e siti specializzati le proprie prestazioni hot.

Gli appartamenti si trovano (in piani diversi). I condomini spesso venivano disturbati, notte e giorno, dai clienti alla ricerca di sesso a pagamento che spesso suonavano al campanello sbagliato o, addirittura, “importunavano” nelle scale le donne che vivevano nel palazzo ma erano estranee alla casa d’appuntamento. Situazione che ha portato alla “rivolta” con tanto di denunce e la relativa collaborazione con le forze dell’ordine per porre fine all’incubo. All’interno degli appartamenti sono stati trovati “oggetti del mestiere” così da soddisfare le richieste di ogni cliente, oltre ad un migliaio di profilattici.

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marco
5 anni fa

Diceva il Grande Gino Bartali:” I GIORNALISTI FABBRICANO LE NOTIZIE PER FARLE CIRCOLARE IN GIRO” ! ! !

enzo
enzo
5 anni fa

le province siciliane, sono 9:
Messina, Palermo, Catania, Siracusa, Trapani, Ragusa, Agrigento, Enna e Caltanissetta.
andando ad esclusione delle ultime tre, le prime sei sono anche i cognomi più diffusi……….

Valledelmela
Valledelmela
5 anni fa

Persino il parroco che non disprezza tra un miserere e un estrema unzione il bene effimero della bellezza ………e con la Vergine in prima fila e Bocca di Rose poco lontano si porta a spasso per il paese l’amore sacro e l’amor profano ( De Andrè)

Piero
Piero
5 anni fa

Che esclusiva del piffero. Nessuno lo vedeva ogni settimana andare a riscuotere? Il parroco in questione lo conoscono tutti (la provincia é…. per rispondere).
Ma fate finta di svegliarvi solo ora?

Antonio
Antonio
5 anni fa

Ma allora ha proprio ragione Il famoso Cetto la qualunque, il pelo è l’unica cosa che tira…anche a Milazzo. L’articolo di cronaca ha raggiunto quasi 8000 visualizzazioni in confronto ad altri articoli dai contenuti più importanti che dovrebbero essere sicuramente avere un seguito maggiore. Anche questo la dice lunga sulla cultura del paesello e dei suoi indigeni.