MERI’. “Non è vero che sono stato rimosso dalla giunta Borghese, mi sono dimesso il 4 febbraio”. L’ex vice sindaco di Merì, Giuseppe Grillo, non ci sta a passare per chi è stato allontanato dalla giunta. E racconta la sua verità. «Sono stato io a dimettermi prendendo le distanze da questo esecutivo con tanto di lettera protocollata al comune, non il contrario come ha voluto far passare il sindaco». Ma cosa avrebbe fatto Grillo per portare ad una rottura insanabile? «Mi ero opposto all’aumento della tariffa sui rifiuti per evitare che venissero colpite le famiglie meno abbienti di Merì – spiega – avevo chiesto in qualità di assessore alla Trasparenza l’elenco dei cittadini morosi che non pagavano le bollette dell’acqua, in più occasioni avevo preso posizioni diverse rispetto all’amministrazione. Alla fine ho capito che era come lottare i mulini al vento».

Grillo è un infermiere professionale e lavora al pronto soccorso di Milazzo. E’ la prima volta che si avvicinava al mondo politico. «Mi hanno contattato poco prima della campagna elettorale poiché ho molte persone che mi rispettano e mi stimano dal punto di vista professionale – racconta – credevo di potere portare una ventata di novità e di fare realmente gli interessi dei cittadini. Mi sono accorto che ci sono resistenze troppo forti all’interno del comune».

Il sindaco Felice Borghese ha revocato le deleghe a Grillo, sostituito con il giovane Lorenz Messina, facendo riferimento nella delibera alle critiche manifestate da Grillo nel corso di una seduta di consiglio nei confronti dell’azione amministrativa della Giunta, chiedendo la revoca di alcuni provvedimento sulla quale il primo cittadino e gli altri assessori si erano trovati d’accordo. Una manovra che sicuramente inciderà nella campagna elettorale del prossimo anno quando il piccolo comune ritornerà alle urne per eleggere la nuova amministrazione.

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