Coco Presti FormicaAvere diciassette anni, frequentare il liceo classico di Piedimonte Etneo, essere maturi senza avere ancora conseguito la maturità liceale, essere motivati e preparati con garbo e semplicità. E soprattutto aver già lavorato con artisti come Nino Frassica. Ecco questo è Mario Coco, giovane regista invitato alla mostra “Voglia di mare nell’arte” allestita dall’Istituto Comprensivo Primo nell’ambito di un’iniziativa che si è svolta in cinque giorni di lezioni di biologia marina tenute da Mauro Alioto e dai suoi collaboratori Marco Graziano e Marica Alioto del Blunauta Diving Center di Milazzo. Ad omaggiare il lavoro dei biologi, i pannelli di Carmelo Isgrò, le foto di Francesco Turano, le tele e gli acquerelli opere dell’ artista Salvo Currò e nella serata conclusiva, il primo cittadino Giovanni Formica e l’assessore alla pubblica istruzione Salvo Presti. Ed a sorpresa proprio il regista Mario Coco, personaggio che la dirigente Elvira Rigoli ha fortemente voluto per lanciare dalla scuola un messaggio di speranza ai nostri cittadini di domani, che hanno visto in lui nonostante la sua giovanissima età la preparazione e la voglia di sperimentate soluzioni nuove.

Che scuola frequenti? Il liceo classico ed i miei studi umanistici mi hanno aiutato molto ad apprezzare tutto, dietro la sceneggiatura, la direzione dei lavori ci deve essere la cultura, altrimenti non si va da nessuna parte.

Come è nata la tua passione per il cinema? Fin da piccolo all’età di tre anni, ero appassionato di film muti, una sorta di originalissimi “cartoni animati” che mi davano la possibilità di spaziare con la mia fantasia. Il colpevole, è stato mio padre che mi regalò una cassetta di un film di Charlie Chaplin, la febbre dell’oro del 1925, saranno stati il bianco ed il nero o forse quelle scene mute, ma in me è cominciata la passione per il cinema. La voglia di vedere film si è associata alla realizzazione, per la quale mi servo di attori locali anche se ho avuto la fortuna di incontrare nel mio cammino professionisti che hanno dato un tocco di qualità in più ai miei progetti.

Frassica, il Nino siciliano tanto amato è uno di questi? Sì. Ho incontrato Nino Frassica nel 2014, alla presentazione di un libro a Messina. Io mi sentivo con lui tramite email, ma dopo dell’incontro la nostra amicizia si è consolidata ed è stata una vera fortuna. Dietro la maschera pirandelliana che indossa, si cela l’esperienza di un grande artista ed un fine umorismo, cosa ben diversa dalla comicità, scandito da tempi ben precisi che arrivano al grande pubblico che lo ama come lo amo io, la sua sensibilità infatti mi ha letteralmente catturato.

Quali sono le tue produzioni? Ho lavorato a tanti cortometraggi fino al 2014. Ma grazie a Nino Frassica è partita l’idea di un progetto più ampio. Si chiama “Povera Italia” ed è un film girato all’inizio con mezzi amatoriali poi, man mano che il progetto prendeva corpo, il cast ha cominciato ad arricchirsi di nomi noti ed ecco una carrellata di attori teatrali che hanno recitato nel film, Francesco Scimeni, Stefano Raffaele (autore Rai) Chicco Coci, Angelo e Gabriele Lavasta, Giovanni Vardeli, e per le colonne sonore, le musiche della band “I Vulcanica”, e del compositore messinese Antonio Oliva.

“Povera Italia”, il titolo così tristemente attuale incuriosisce. Sì parla di una banda di ladri improvvisata che in realtà è formata da poveri disoccupati che per un caso fortuito si trovano in mano un’ingente somma di denaro e decidono di moltiplicarla per risolvere la crisi economica che attanaglia il nostro Belpaese. Il film è stato presentato a giugno 2015 a Piedimonte Etneo e menzionato in tanti spettacoli e festival. Un lavoro che ha ottenuto un grande successo di pubblico fin dalla prima proiezione che mi ha spinto ad andare avanti.

Quali altri progetti hai in serbo? “Due di passaggio” sarà il mio nuovo film che uscirà tra maggio e giugno, ma questa volta non si parte dall’attualità per arrivare all’umorismo ma l’iter è contrario. Due persone che non si sono mai conosciute un giovane ed un trentenne, non riescono a trovare la loro strada lavorativa, un anziano confida al giovane di avere un figlio che non ha conosciuto la madre, che lo ha abbandonato da piccolo e chiede aiuto. Una trama che ha come sfondo i luoghi della Sicilia e non solo, tra Piedimonte Etneo, Catania, Giarre, Messina e Roma. Il viaggio che oltre ad essere fisico è anche spirituale, accompagnerà i protagonisti, tra cui l’attore Emanuele Leotta, alla ricerca della donna ignota, tra ricordi, eventi storici, usanze e tabù che porteranno i due ragazzi a scoprirsi anche interiormente e confrontarsi con la società. Un viaggio interiore ed esteriore anche per il pubblico che si immedesima nella ricerca, attraverso molteplici indizi, o come amo definirli io metaforicamente, tanti corsi d’acqua che confluiranno nel “mare della conoscenza”.