Anche Legambiente del Tirreno ha presentato le osservazioni contro l’utilizzo di Css (combustibile derivato dai rifiuti) alla centrale A2A/Edipower e chiede il rigetto del progetto. Coinvolgendo i suoi livelli nazionale, regionale e locale, il 20 novembre ha inviato al Ministero dell’Ambiente le proprie osservazioni, nella procedura di V.I.A. (Valutazione dell’Impatto Ambientale) attivata a settembre da Edipower Spa, contro il progetto. «La proposta delle due nuove linee di TMV è anche da respingere in relazione al sistema futuro di gestione dei rifiuti, che ovunque si evolve verso forme di riciclo di materia, rendendo obsoleto il sistema dissipativo dell’inceneritore», sostengono.

L’elaborato, curato dall’ing. Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente e dall’ing. Enzo Colavecchio, presidente del direttivo di Legambiente Sicilia, individua in modo chiaro e puntuale le tante carenze e contraddizioni del progetto depositato.

«Fra i punti messi in evidenza – si legge in un comunicato – possiamo notare come Edipower abbia proposto una “mera scelta aziendale”, presentata formalmente corretto, ma senza l’attivazione del necessario dialogo pubblico preventivo e senza corrispondere alle vocazioni sociali e di sviluppo sostenibile del territorio. Così facendo ha contravvenuto ad uno dei principi fondamentali ispiratori della procedura VIA, quello che obbliga il soggetto proponente ad illustrare il confronto tra le diverse alternative produttive possibili. Edipower infatti, si limita a confrontare l’impatto ambientale dell’impianto nella configurazione di progetto, rispetto a quella attuale».

Secondo Legambiente la trasformazione sarebbe solo “fittizia”. «La produzione energetica rimane del tipo termoelettrico, basato cioè sull’accoppiamento di un bruciatore ad una caldaia e quindi ad un generatore a turbina – scrive –  Il che dimostra come sia solo fittizio che la trasformazione proposta serva a costituire un “polo delle energie rinnovabili”; né l’intervento può oggettivamente essere presentato come una riqualificazione dell’impianto esistente».

Puntualizzazioni anche sulle emissioni. «Il soggetto – spiegano – proponente indica come scenario emissivo di riferimento quello attuale massimo autorizzato (non quindi quello reale, partendo quindi da un dato fuorviante), in termini emissioni di SO2, NOx, Polveri, metalli pesanti e CO2, non tenendo conto che l’incenerimento di CSS produce un inquinamento anche qualitativamente diverso, non riconducibile soltanto ai parametri sopra indicati. Infatti l’impianto TMV produrrebbe emissioni più che doppie di IPA, ed inoltre la presenza di cloro e mercurio potrebbe avere la conseguenza di mettere in circolazione sostanze inquinanti micidiali, come la diossina».

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