Silvia Di Giovanni, capo gruppo di Minoranza

Silvia Di Giovanni, capo gruppo di Minoranza

SAN FILIPPO DEL MELA. «Nessun cavillo legato al rinvio del consiglio comunale di ieri sera a San Filippo del Mela, ma solo il tentativo del presidente Gavino Paulesu di impedire alla minoranza di studiare i documenti del Bilancio inviando le convocazioni all’ultimo momento e ponendo paletti sugli accessi agli atti. Della questione era stato investito anche il prefetto di Messina: se si fosse svolto quel consiglio comunale, le approvazioni che sarebbero scaturite, erano nulle e lo stesso ente comunale, sarebbe stato esposto possibilmente a numerosi e onerosi contenziosi in sede civile». Il gruppo di minoranza “Liberamente per il bene comune” non ci sta. Dopo l’articolo di Oggi Milazzo (Paulesu “sbaglia” la convocazione,salta il voto sul bilancio e sul referendum Css) a San Filippo del Mela infuoca il dibattito politico. Paulesu sui social ha scaricato, in sostanza, le responsabilità della mancata convocazione a norma di legge prima al messo comunale e poi all’opposizione, rea di di paralizzare l’ente (all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio e del referendum sul Css). Ma il gruppo composto da Silvia di Giovanni, Felice Bartolone, Pippo De Mariano, Caterina Sgrò raccontano la loro versione con un lungo documento: «Nessuna colpa da imputare al messo comunale, nessuna palla al balzo, presa da questo gruppo d’opposizione per rinviare la seduta – scrivono – i cinque giorni di mancato preavviso rappresentano solo la terza causa a supporto della richiesta di rinvio. La verità è ben altra».

In poche parole in un lungo e verboso documento contestano l’abitudine di convocare il consiglio solo sul filo del termine ultimo concesso dalla legge creando non poche difficoltà ai consiglieri di minoranza di studiare i documenti, ed eventualmente, formulare  emendamenti.

In questo caso si sarebbe dovuto discutere del bilancio di previsione 2015. «Il bilancio è stato consegnato agli interessati solo lunedì 12 ottobre, – sostengono – nonostante le due specifiche richieste avanzate dagli stessi via e-mail il 7 e 9 ottobre. Sfidiamo qualsiasi gruppo consiliare a provare, compatibilmente con gli impegni lavorativi di ogni componente e in contrasto con ogni principio normativo, a prendere visione di un Bilancio di previsione di un Ente locale pari a circa nove milioni di euro, con i relativi allegati ed in pari data e solo dopo appena cinque ore (48 ore antecedenti la seduta), riuscire a depositare gli eventuali emendamenti pena l’inammissibilità degli stessi».

Ma non solo. «Come se non bastasse – si legge nel documento –  ricevuta la convocazione del consiglio solo alle ore 14 di venerdi, quindi a uffici ormai chiusi, il capogruppo Silvia Di Giovanni ha potuto prendere visione delle cinque proposte di deliberazione (compresa quella del bilancio di previsione 2015) e richiederne copia, solo nella mattinata (ore 09) di lunedì 12; con l’obbligo secondo quanto stabilito da Paulesu, di doverle analizzare ed eventualmente emendarle con il resto del gruppo consiliare Liberamente per il bene comune, entro le ore 14 (48 ore antecedenti la seduta) della stessa giornata. Sfidiamo ancora una volta qualsiasi gruppo consiliare a provare a riuscire a fare tutto ciò, considerata la complessità delle cinque argomentazioni: referendum, programma triennale opere pubbliche/elenco annuale dei lavori pubblici, riaccertamento residui attivi e passivi, bilancio di previsione».

I quattro consiglieri hanno scritto il 14 ottobre anche al Prefetto di Messina in cui si faceva notare «che qualsiasi approvazione effettuata in quella seduta, sarebbe risultata illegittima e pertanto facilmente impugnabile da qualsiasi soggetto».

Poi l’attacco diretto a Paulesu: «Vogliamo precisare che se casomai si fosse verificato un qualsiasi disagio riguardante lo slittamento di importanti servizi ai cittadini, tale mancanza non è oggettivamente possibile, imputarla alle illegittimità portate alla luce dagli scriventi, bensì ai chiari errori del presidente del consiglio e ad un’evidente inerzia da parte dell’amministrazione comunale che avrebbe potuto emulare per tempo, la virtuosità dei comuni limitrofi e comunque anche altri della provincia di Messina, i quali, nei mesi scorsi hanno già provveduto ad approvare il bilancio di previsione 2015, nel pieno rispetto del termine fissato per il 30 settembre 2015, garantendo allo stesso tempo senza ulteriori ritardi, i tanto acclamati servizi alla cittadinanza».

Paulesu oggetto di satira su facebook

Paulesu oggetto di satira su facebook

Anche Paulesu vuole chiarire la sua posizione. Anticipando che d’ora in poi le convocazioni saranno fatte tramite Pec (mail certificata): «Desidero rettificare il titolo del vostro solerte articolo in quanto io non ho sbagliato un bel nulla nella convocazione del consiglio comunale Si è purtroppo verificato un ritardo delle notifiche ai consiglieri comunali, alcuni dei quali, sistematicamente, sembrerebbe quasi che adottino comportamenti ostruzionistici nel rendere problematica la notifica degli atti da parte del messo comunale. Proprio per tali motivi ho già impartito agli Uffici disposizioni per l’assegnazione a tutti i consiglieri di un indirizzo PEC di posta elettronica con contestuale modifica del Regolamento Comunale per il funzionamento del Consiglio. Ho sempre seguito rigorosamente le procedure previste dal predetto Regolamento. I 4 Consiglieri di minoranza, improvvisamente solerti, si sono appellati ad alcune sentenze della Giustizia Amministrativa, ovviamente a me sconosciute, che fanno decorrere i tempi per la convocazione delle sedute consiliari dalla data di notifica anziché dalla data di convocazione. Nel caso specifico, il consiglio era stato convocato in data 8 ottobre, ma l’ultima notifica era stata eseguita il 9 ottobre. Occorre sottolineare che tale consuetudine si era verificata in molte altre occasioni, ma nessuna eccezione era stata sollevata. Occorre anche dire che l’eventuale disguido poteva essere tranquillamente sanato in aula con una volontà unanime. Ciò non é avvenuto per cui sarebbe ipotizzabile una strumentale tattica politica inutilmente dilatoria che ha causato un inutile sperpero di denaro pubblico, la paralisi di alcuni servizi ai cittadini come la refezione scolastica ed il rinvio dell’incisione del referendum sul CSS», conclude Paulesu.

AGGIORNAMENTO venerdì 16 ottobre 2015

IL PRESIDENTE PAULESU HA INVIATO UNA NUOVA NOTA DI CHIARIMENTO. ECCO IL TESTO:

Buongiorno, chiedo una puntualizzazione. Il deposito degli atti riguardanti il Bilancio di Previsione é stato comunicato a tutti i consiglieri in data 06/10/15 con nota 12160. Il Regolamento Comunale di Contabilità concede ai Consiglieri 7 giorni di tempo, successivi al 06/10, per la presentazione degli emendamenti. Ciò significa che avrei potuto convocare il CC al 20° gg. dopo il deposito degli atti, ovvero il 26/10, per effettuare la seduta non prima dei 5 gg. successivi, ovvero il 01/11/15. Anche in questa remota ipotesi, tecnicamente corretta, i Consiglieri avrebbero potuto presentare gli emendamenti al Bilancio SEMPRE entro il 13/10/15. Ciò a significare che la notifica dall’avvenuto deposito degli atti del Bilancio e la notifica di convocazione del CC, sono due cose distinte e separate. La realtà é che i Consiglieri avrebbero potuto presentare emendamenti al Bilancio SOLO dal 7 al 13/10 compresi, INDIPENDENTEMENTE dalla data di convocazione e svolgimento del CC. Inoltre i 4 Consiglieri rivendicano la mancata consegna di atti richiesti e di mancato invio di documentazione per e-mail. Al riguardo preciso che, in riferimento al CC convocato per il 14/10, non é pervenuta al protocollo comunale nessuna richiesta di accesso agli atti e/o rilascio in copia né è contemplata dai Regolamenti Comunali la facoltà di accesso agli atti attraverso la posta elettronica privata dei Consiglieri Comunali. I rilievi del gruppo di minoranza sono pertanto assolutamente risibili e sembrano voler mascherare la loro totale dilettantistica inadeguatezza nell’esercizio del ruolo assegnato loro col voto popolare. Rispedisco ai mittenti le accuse mosse al sottoscritto e li esorto a fare valere le loro ragioni nelle sedi opportune e con carte alla mano, mettendo sul tavolo da gioco le dimissioni dalla loro carica pubblica. Io ci sto.

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Nell’era digitale ancora di messo comunale parliamo.. La PEC è una soluzione a disposizione di tutti gli uffici pubblici.. Usatele!!

Alan
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Alan

Bè, bisogna scomodare Manzoni..”..l’azzeccagarbugli, che spesso e volentieri aiuta i Bravi, poiché, come don Abbondio, preferisce stare dalla parte del più forte, per evitare una brutta fine….”