Una norma di 15 anni fa per salvaguardare l’ambiente. Il sindaco Giovanni Formica, di fronte alla Commissione Ambiente del Senato in visita ieri a Milazzo, ha rilanciato una proposta “concreta e di immediata attuazione”: rifacendosi all’art. 113 della Finanziaria nazionale del 2001, che prevede che il Governo nazionale, d’intesa con la Conferenza Unificata Stato-regioni, definisca le compartecipazioni ai tributi erariali con finalità ambientale per quei Comuni sede di impianti di raffinazione. Queste le parole del primo cittadino mamertino: “La salvaguardia del territorio e della salute dei cittadini deve essere una priorità della politica. Il costo per la riparazione di tali danni è talmente elevato che nessun Comune è in grado di risolverlo con le proprie forze economiche. Eppure esiste una norma nazionale che dovrebbe aiutare i Comuni in tal senso. 
Sono, in pratica soldi recuperati e che, come recita la legge, non hanno carattere di compensazione del rischio ambientale e sanitario ma devono essere finalizzati a programmi di salvaguardia e di sviluppo ecocompatibile del territorio. Rimanendo, comunque, punto fermo per le aziende l’obbligo di protezione della salute e dell’ambiente e di rispetto della sicurezza”.

A informare la Commissione senatoriale dei problemi ambientali della zona ci ha pensato anche l’ADASC, con un intervento del suo presidente Giuseppe Maimone, che ha consegnato alla commissione un dossier sull’intera emergenza ambientale e sanitaria del comprensorio di Milazzo e della Valle del Mela contenenti anche frammenti di serbatoio rinvenuti nelle abitazioni di Archi dopo l’incendio del 27 settembre 2014 e vegetazione macchiata da agenti inquinanti prodotti dall’evento.
L’intervento di Maimone si è concentrato sulle emissioni odorigene che, nonostante la diffida del ministero e la nota dell’ex commissario ARPA Sicilia, Cocina, continuano, sull’incendio e sull’evento del 22 novembre 2011.
Altri temi trattati sono il monitoraggio inesistente, la centralina delle associazioni posizionata sul campanile della chiesa di Archi con la diffusione dei dati tramite il sito web IncendioMilazzo.it , la questione inceneritore, l’assenza di risanamento e bonifica. Maimone ha richiesto, infine, di rivisitare il testo unico ambientale ritenendo i limiti troppo permissivi, chiedendo di prendere in considerazione i suggerimenti dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Il Coordinamento Ambientale Milazzo Valle del Mela, tramite Vera Giorgianni, Responsabile rapporti istituzionali, ha posto l’attenzione sulla mancata attuazione del D. Lgs 334/99 (Seveso) in particolare per quanto attiene la mancata comunicazione alla popolazione e la mancata partecipazione del pubblico ai processi decisionali relativi all’aggiornamento del piano di emergenza Esterno, realizzato dalla Prefettura per gli impianti R.I.R.
Inoltre, ha evidenziato la carenza di sistemi di allarme per avvertire la popolazione e i soccorritori, con i relativi problemi alle vie di fuga, e l’assoluta mancanza di un censimento degli elementi ambientali e territoriali vulnerabili.

A intervenire anche il comune di San Pier Niceto, tramite l’assessore alle politiche ambientali ed energetiche Rocco Maimone che ha evidenziato l’assenza di un piano di risanamento ambientale e di bonifica l’inadeguatezza del sistema di monitoraggio ambientale oltre ad una carenza nella gestione delle emergenze. Ha precisato la volontà del comune di evitare ulteriori insediamenti industriali. I temi trattati sono stati la Raffineria (con gli odori molesti e l’incendio), gli elettrodotti di Terna presenti vicino alle abitazioni, l’inceneritore di San Filippo del Mela e la normativa vigente che non tutela totalmente la salute pubblica dei cittadini.

Non si è fatta attendere la reazione di Giuseppe Marano, responsabile del Meetup Milazzo Verde, che in una dura nota se la prende con l’amministrazione comunale, rea di impegnarsi solo a parole per la risoluzione del problema ambientale a Milazzo: “Si continua a giocare con la salute dei cittadini e dei nostri bambini, difatti proprio in queste ore l’amministrazione comunale con l’assessore all’ambiente Damiano Maisano, viene diramata una nota sulle Emissioni moleste di gas. 
L’assessore forse dimentica che già nel 2012 l’Arpa Regionale con l’allora Commissario Salvo Cocina, spedì determinate relazioni al comune di Milazzo e per conoscenza alla procura di Barcellona sul monitoraggio della qualità dell’aria nel nostro territorio definendone in maniera inequivocabile la provenienza delle Emissioni fuggitive ed incontrollate di idrocarburi non metanici e cioè “Raffineria di Milazzo”. Il commissario dell’Arpa scrisse anche che esisteva un problema di salute pubblica e che bisognava intervenire urgentemente nella richiesta di revisione delle AIA (Autorizzazioni integrate ambientali). L’assessore Maisano e il sindaco Formica tirino fuori dai cassetti queste relazioni che qui noi del Meetup Milazzo Verde mettiamo in evidenza e facciano fattivamente la loro parte a tutela della salute dei nostri figli interfacciandosi anche con la magistratura. Milazzo non ha più bisogno di monitoraggi e fiumi di parole ma di fatti e azioni concrete”.

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…e della totale assenza (o forse collusione) dell’Arpa qualcuno ne ha parlato? Vi ricordo che quando ci fu l’incendio alla Raffineria in assenza di dati dichiararono che non c’era nulla di cui preoccuparsi (fatto gravissimo). Vi ricordo che il laboratorio mobile fu parcheggiato nei pressi del comune di milazzo, quando il fumo andava palesemente in direzione opposta! Vi ricordo che Arpa Sicilia è un costo esorbitante per noi cittadini, solo il direttore generale di Arpa Sicilia prende 20.000 euro al mese (dati visionabili tranquillamente sul sito Arpa)