SAN FILIPPO DEL MELA. «La revoca dell’assessore Andrea Gitto è legittima». Il sindaco di San Filippo del Mela, Pasquale Aliprandi, ha risposto ad una interpellanza del gruppo consiliare “Liberamente per il Bene comune” che metteva in dubbio l’iter con la quale era stato allontanato dalla giunta l’ingegnere Trio e nominato Gabriele Saporita. «Certamente i consiglieri del Gruppo “Liberamente per il Bene comune” non hanno letto con attenzione la determina sindacale n. 10 del 27 aprile 2015, che revocava l’assessore Trio e che conteneva ampie motivazioni sulla scelta adottata – scrive Aliprandi –  Non hanno letto, con attenzione, nemmeno l’ordine del giorno della convocazione del Consiglio comunale del 14 maggio 2015 che indicava “Comunicazioni relative alla revoca della nomina di assessore comunale dell’ing. Andrea Trio – Art. 12, comma 9, della L.r. n. 7/1992”. Si saranno distratti durante la seduta consiliare, nella quale il sottoscritto ha esposto le ragioni della revoca, letto e depositato una comunicazione, seguita da ampio dibattito, al quale hanno partecipato anche i componenti del gruppo consiliare interpellante». Aliprandi sostiene di avere fornito anche all’Assessorato regionale delle Autonomie Locali, i chiarimenti richiesti. «I consiglieri interpellanti sono già stati “richiamati” dal Servizio 3 dell’Assessorato, che ha definito la richiesta da loro formulata “irrituale” – continua il sindaco di San Filippo del Mela –  L’Assessorato regionale alle Autonomie Locali è stato costretto a spiegare ai consiglieri interpellanti “che la sede da adire per chiedere, nei termini previsti dalla legge, la verifica della legittimità e l’eventuale annullamento degli atti in questione è quella del Tribunale Amministrativo Regionale Sicilia (T.A.R.S.), tramite ricorso giurisdizionale o, in alternativa, quello del ricorso straordinario innanzi al Presidente della Regione”. Già nel corso del Consiglio comunale era stato indicata ai Consiglieri interpellanti qual era la strada da seguire per l’eventuale dichiarazione di illegittimità delle procedure (evidentemente, invece, perfettamente legittime). Questo doveva essere loro sufficiente per evitare l’ammonimento dell’Assessorato regionale. Adesso si prosegue nell’errore, definendo gli atti “emessi illegittimamente” e chiedendo provvedimenti “a parziale rimedio” (fattispecie, quella del parziale rimedio, che non esiste in nessun ordinamento). La soluzione contro queste presunte illegittimità (in realtà assolutamente inesistenti) resta la verifica di fronte al giudice amministrativo. Non vi sono, ne vi possono essere, “rimedi” che il sottoscritto ha assunto o intende assumere, essendo la procedura seguita assolutamente legittima». Aliprandi bacchetta anche il gruppo per scrivere su carta intestata dell’ente: «Il  gruppo consiliare ha la prassi di scrivere su carta intestata dell’Ente e non su quella della compagine consiliare. Con la presente si chiede al Segretario Comunale, che legge per conoscenza, se tali prassi è corretta e se i singoli consiglieri comunali (o i gruppi), siano essi di maggioranza o di minoranza, possono servirsi della carta intestata dell’Ente».

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