La Raffineria di Milazzo riavvia gli impianti dopo la “grande fermata” ed è subito polemica. Stamattina da una delle “torce” visibili dal centro di Milazzo si è levata una fiamma altissima con conseguente fuoriuscita di fumo nero che – in mancanza di una preventiva comunicazione dell’azienda alla popolazione – ha destato non poche preoccupazioni. Senza parlare del danno di immagini visto che i turisti presenti in città non hanno esitato a fotografare gli impianti in fumo diffondendole sui social. La nota della Ram è giunta nel pomeriggio. «Sono in corso le operazioni di avviamento dell’impianto Fcc – si legge nel comunicato –  Nel corso di tali operazioni possono verificarsi dei transitori con produzione di gas in eccesso che vengono convogliati in torcia. L’andamento della pressione nel sistema torcia (il cosiddetto Blow Down) è normalmente oscillante in funzione del carico e dell’assetto dei vari impianti, determinando il cosiddetto “sfiaccolamento”. Per portate di gas in torcia di particolare entità può rendersi visibile una fiamma fumosa, come successo questa mattina. Ovviamente ci adoperiamo affinchè queste situazioni siano contenute nel tempo il più possibile, fino ad eliminarle del tutto».

A volere andare fino in fondo ambientalisti e gruppi politici.  «Da più parti di Milazzo e del comprensorio del Mela da ieri sera abbiamo ricevuto segnalazioni in merito alla presenza di denso fumo nero prodotto dalla torcia della raffineria di Milazzo e di un’intesa fiamma. – scrive l’Adasc del presidente Peppe Maimone –  Tali eventi straordinari preoccupano la popolazione, particolarmente quella residente nei pressi dello stabilimento industriale, che ha ancora impresso nella mente il devastante incendio del 27settembre.  Stamattina la presenza di fumo nero è stata anche oggetto di contestazioni da parte di turisti presenti in città. Nelle prossime ore invieremo una nota a tutti i soggetti preposti alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica».

Anche il gruppo consiliare Ora Milazzo per mezzo del capogruppo Nino Italiano, del vice presidente del consiglio Maurizio Capone e del presidente della seconda commissione “salvaguardia del territorio” Pietro Formica, chiede lumi. «Diversi cittadini preoccupati ci hanno contattato per segnalare fumo nero proveniente dalla torcia-  ha dichiarato il vice presidente Capone – sul lungomare Garibaldi abbiamo notato diversi turisti immortalare l’evento e lamentarsi dell’accaduto. Milazzo deve diventare una città turistica ma tali eventi  ledono l’immagine della nostra terra classificandola puramente di matrice industriale” ha aggiunto il capogruppo Italiano». Il presidente Formica ha tenuto a precisare che “nelle prossime ore saranno chiesti chiarimenti a chi di competenza”.

Immancabile la presa di posizione dell’ex candidato a sindaco Peppe Marano a nome del “Meetup Milazzo Verde”. «La nuova amministrazione comunale proprio nei giorni precedenti a questi eventi aveva per mezzo del sindaco Giovanni Formica avviato un protocollo d’intesa con la Raffineria parlando di lavoro e di ricchezza, a questo punto noi di Milazzo Verde ci chiediamo, ma vogliamo ancora mandare a morire di cancro i nostri ragazzi all’interno di questa realtà? E’ questo il futuro dei nostri giovani?». Marano continua. «E ci chiediamo inoltre, quali sono le azioni correttive e cautelative di tutela della salute pubblica che intende mettere in campo il nuovo sindaco in qualità di massima autorità sanitaria? Una cosa è certa, noi a fronte di questi continui episodi che sono dei veri e propri attentati alla salute e alla vita dei nostri figli, implementeremo le denunce in procura fino a quando non ci saranno le conclusioni indagini per fatti di illecito ambientale e “Getto di Cose Pericolose”, e siamo pronti così come hanno fatto 64 ex lavoratori, come comitati di cittadini, a rivolgerci nelle procure distrettuali anti mafia», conclude Marano.

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Martina
Martina
5 anni fa

Ieri al ritorno dalle isole,i turisti non erano intenti a fotografare il nostro promontorio ma la “luce” che ieri la ram ci ha regalato con conseguente fumata. Quindi smettetela di dire baggianate gentilmente. La spiaggia pulite? È un nostro diritto ed è possibile ottenerlo grazie al neo sindaco che si sta impegnando ma riavere la nostra terra ,il nostro cielo, il nostro mare pulito e del cibo sano mi sa che è proprio impossibile soprattutto continuando così. Voi dipendenti ram che difendete il posto di lavoro non sarebbe meglio lavorare in un luogo sano e pulito?che non metta a repentaglio… Leggi il resto »

Mark
Mark
5 anni fa

Mario
Rispetto e condivido il tuo pensiero, la salute prima di tutto. Proprio per questo prima di sparare stupidaggini vi dovreste informare per sapere se la raffineria rispetti o meno i limiti di legge. Detto questo quel che oggi si sta verificato è la normale conseguenza del riavviamento degli impianti dopo una grossa fermata e purtroppo come tutti sappiamo la raffInedia lavora prodotti petroliferi e non gelsomini, quindi chi volesse vedere fiori uscire da quei camini, chi volesse sentire essenze profumate provenire da quella zona, si svegli.

pittore
pittore
5 anni fa

questo è pane avvelenato…..non prendiamoci in giro
Sono convinto se facessero un referendum segreto all’interno della raffineria tra i dipendenti,anche loro opterebbero per una chiusura se gli venisse garantito un impiego ..o cassa integrazione a vita

Jesus
Jesus
5 anni fa

Multa da un milione di euro per ogni anomalia cosi possiamo in breve permetterci un centro di eutanasia con stanze panoramiche, turismo della morte, laicità ed industria un futuro per milazzo

salvo
salvo
5 anni fa

Avete mai visto uscire dalle torce di tutto il mondo pervaso confetti e caramelle invece di fumo e fiamme? Se si ditemi dove che mi trasferisco la