ANTEPRIMA OGGI MILAZZO. Un milazzese entrerà nella cucina più “infernale” d’Italia: quella di Carlo Cracco. Giovanni Milazzo, 25 anni, sarà uno dei sedici cuochi che parteciperanno alla seconda edizione di Hell’s Kitchen, il format internazionale che in Italia trasmetterà Sky Uno HD a partire da giovedì 21 maggio alle 21.10. Protagonisti, ancora una volta, saranno otto uomini, otto donne e lui, il severo e spietato chef Carlo Cracco. In un susseguirsi di prove, servizi al cardiopalma ed eliminazioni, dovremo attendere poi l’ottava e ultima puntata per scoprire chi sarà il vincitore, che si aggiudicherà un contratto come Executive Chef del primo ristorante al mondo di Hell’s Kitchen, presso il Forte Village Resort in Sardegna. Giovanni Milazzo, nato il 3 agosto 1989, ha frequentato il liceo scientifico Meucci – Impallomeni e vive nel comune mamertino. La sua passione per la cucina nasce sin da bambino, grazie alla zia e alla nonna che gli hanno insegnato il concetto di cucina e di buon cibo. Attualmente Giovanni è aiuto cuoco ed è single. Ecco alcune domande che la redazione di Hell’s Kitchen ha fatto a Giovanni Milazzo:

Qual è stato il primo piatto che hai creato? Una frittata per cercare di convincere i miei a iscrivermi all’istituto alberghiero.

Il tuo piatto forte? Credo sia difficile poter dire di avere un piatto forte, ma mi piace realizzare piatti a base dei più svariati prodotti ittici.

Qual è l’ingrediente che ti rappresenta di più? Il pomodoro: nel suo essere apparentemente semplice è complesso. Come me.

Lo chef a cui ti ispiri? Mi ispiro a due chef. La prima è Valeria Piccini, perché, sebbene autodidatta, è stata in grado di portare la cucina maremmana ad altissimi livelli. L’altro è Massimo Bottura. Di lui apprezzo la genialità, il fatto che sia capace di cogliere da un brano musicale, da un’opera artistica o da un  testo letterario degli aspetti che lo portano a creare qualcosa di altrettanto grandioso.

Qual è il tuo sogno più grande? Riuscire a realizzare un piatto che un giorno possa entrare a far parte dei piatti tradizionali.

Cosa ti piacerebbe si dicesse di te come chef? Che sono fonte di ispirazione per gli altri e un modello da seguire.

Sogno nel cassetto? Realizzare la mia cucina, avere un’attività tutta mia e sperare che diventi un luogo dove le persone possano trovare piacere.

Cosa significa per te Hell’s Kitchen? Significa apprendere, conoscere, rivincita e riscatto. Apprendere: qualsiasi cosa in campo culinario, per esempio nuove tecniche. Conoscere: fare la conoscenza di persone nuove affinché possano essere uno stimolo per me. Rivincita: nei confronti di chi non crede in me. Riscatto: nei confronti di coloro i quali sostengono che la cucina sia futile e necessaria solamente per la sopravvivenza.