Stamattina, poco dopo le otto, ora di inizio lavori sulla banchina XX Luglio, dove era attraccata una nave carica di blumi diretti alla Duferdofin di Giammoro, i lavoratori ex impresa “Garibaldi” hanno incrociato le braccia e si sono posizionati sotto le gru, impedendo la movimentazione delle merci. Su posto sono intervenuti gli uomini della Capitaneria di Porto che, con la collaborazione degli agenti del Commissariato di Polizia, hanno evitato che la manifestazione potesse degenerare. Intorno alle undici le parti si sono incontrate al palazzo municipale alla presenza dei rappresentanti sindacali, degli amministratori delle imprese e del comandante del porto Matteo Lo Presti, il quale, sta cercando di ricomporre la vertenza per evitare possibili blocchi di operazioni commerciali nel bacino milazzese e possibili perdite di posti di lavoro. I lavoratori dopo aver lasciato la Compagnia Garibaldi che ha perso la gestione dello scalo marittimo, si sono costituiti in cooperativa per subentrare nella gestione. Ma ancora il bando di gara dell’Autorità portuale non è stato bandito. Loro rimangono senza lavoro e senza ammortizzatori sociali. Così stamatttina hanno impedito che i loro ex colleghi rimasti in attività all’interno dell’impresa portuale e altre otto mastranze inviate da mesisna dalla società Comet scaricassero la nave con i blumi. Le parti, a conclusione dell’incontro al palazzo municipale, si sono dati appuntamento a giovedì pomeriggio, sempre al comune, mentre l’Autorità marittima e portuale hanno ottenuto la sospensione di eventuali altre manifestazioni in banchina. Sull’argomento è intervenuto il candidato a sindaco Giovanni Formica. «Ancora una volta l’Autorità portuale si rivela disinvolta quando c’è in gioco la tutela degli interessi di Milazzo – scrive Formica –  La vicenda dei portuali è inaccettabile. Qualcuno pensa di potere mettere in discussione il diritto al lavoro di chi si è sempre distinto per impegno e dedizione e chiede solo di portare a casa un dignitoso salario. Le difficoltà della Compagnia portuale erano note da tempo, eppure è prevalso il silenzio sino a quando i nodi sono giunti al pettine. Al momento di trovare soluzioni, anziché scegliere la concretezza, si è percorsa la strada delle promesse, invitando gli operatori a formare una nuova cooperativa e quindi a sostenere ulteriori spese per riprendere a lavorare. Quando tutto era pronto, il nuovo intoppo. Problemi sui tempi di gara, occorre attendere, si vedrà. Non è così che funziona. Il porto è dei milazzesi e nessuna ingerenza può essere accettata. Nè può passare l’idea che le operazioni commerciali si spostino a Messina, mortificando la storia gloriosa del nostro scalo. Occorre trovare una soluzione immediata per la vicenda dei lavoratori e poi bisogna aprire una discussione vera e dura sulle prospettive di sviluppo del porto di Milazzo. Nell’esprimere, quindi, piena solidarietà ai portuali, ribadisco la necessità di promuovere iniziative istituzionali a tutti i livelli per il giusto riconoscimento dei diritti dei nostri concittadini che non possono diventare vittime sacrificate sugli altari di altri interessi», conclude Giovanni Formica.

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natalino
natalino
5 anni fa

Vergogniati Giovanni

Da uomo di legge non vedi non senti? 27 sono non 9

la criniera del leone
la criniera del leone
6 anni fa

cari signori … il sindaco pino è complice di tutta questa situazione … mentre lui si fa bello in vista delle elezioni ci sono famiglie in ginocchio … mi auguro che tutto ciò cambi … quando il pesce puzza puzza dalla testa e questa testa è quella di carmelo pino

gmimmo
gmimmo
6 anni fa

rilevo qualche inesattezza o personalissime considerazioni, oltre alle deliranti parole di Formica, in ogni caso piena solidarietà agli ex operai della cooperativa

Scillato
Scillato
6 anni fa

Il porto è di Pino da Messina