“Sentirmi chiamare Giovanni Nastasi da Francantonio Pino mi ha divertito. Anche se mi deprimo al solo pensiero di affrontare avversari che vivono la politica come se fosse una lite condominiale”. L’avvocato Giovanni Formica, già candidato alle primarie annullate del Pd, oggi candidato a sindaco appoggiato dai Dem in attesa che il Partito Democratico decida a chi affidare il simbolo, da ieri sera passa il tempo a subire affettuosi sfottò da parte degli amici. L’appuntamento con Oggi Milazzo era fissata da giorni. E’ stato l’unico dei tre candidati alle Primarie Pd a non essere intervistato. Inevitabile parlare degli attacchi del sindaco Pino al comizio di ieri sera (ha sottolineato la vicinanza all’ex sindaco Nino Nastasi) oltre all’annullamento delle primarie. Secondo i lettori di Oggi Milazzo sarebbe stata una scelta saggia. Il 39% dei votanti al sondaggio “Le Primarie Pd sono state annullate. E’ stato giusto non fare le consultazioni?” ritiene che “sarebbero state “falsate””; il 32% che “il vincitore non sarebbe stato legittimato”; il 29% ritiene che  i tre sfidanti  “così hanno mostrato debolezza”.

Nel suo comizio di ieri il sindaco più volte l’ha chiamata Giovanni Nastasi. Che effetto le ha fatto?
Ammetto che mi ha fatto sorridere anche se è un po’ infantile e confesso di avere giocato a ribaltare la cosa ma mi sono venuti in mente nomi un po’ troppo ripetitivi: Francantonio Pino, Francantonio Scolaro, che per una donna non è il massimo, Francantonio Gitto. Unica variante, Cateno Midili. Parlando seriamente non rinnego nulla di quello che ho fatto nella vita e considero sacri i rapporti di amicizia.

L’ha pure attaccata sulla regolarità dell’incarico di dirigente che le fu conferito nel 2004.
Certamente il sindaco Pino è ritenuto un’autorità indiscussa in materia di nomine illegittime di dirigenti, tant’è che è sotto processo per questo, ma stavolta ha preso una cantonata. Per fare il dirigente non si deve essere abilitati all’esercizio di una professione, ma laureati. E io quando sono stato nominato ovviamente lo ero. Quanto ai compensi, sono quelli di un dipendente pubblico, per come stabiliti dalla legge e dal contratto collettivo. Naturalmente la cifra lorda fa effetto, in realtà si riduce a meno della metà. E comunque è la stessa somma che Pino ha destinato all’Ing. Romagnolo nel 2011 e agli altri che ha nominato nel corso della sua triplice esperienza di sindaco. Così a mente me ne ricordo almeno quattro o cinque. Poi in materia di compensi suggerisco al sindaco maggior prudenza visto che ha dovuto restituire al comune 28.885,01 euro, incluse le spese, che aveva percepito lui si, in violazione di legge, quando da sindaco si era aumentato lo stipendio.

Alla luce dell’accaduto, crede ancora che escludere Pino dalle primarie sia stata una scelta giusta?
Giustissima. Nulla di personale ovviamente. Si è trattato di un giudizio politico condiviso dal 76% dei componenti dei direttivi dei due circoli, compresi quelli che per un periodo gli avevano dato fiducia. Non vedo cosa ci sia di strano. Un partito serio fa una valutazione e poi decide. Del resto Pino con noi non c’entra davvero nulla. Ha governato male ed ha chiesto la tessera su internet come se il PD fosse un’agenzia matrimoniale online. Ci sono cose che non si possono fare ed io, come non ho fatto accordi nel 2010, non avrei potuto affrontare la campagna elettorale per le primarie affiancandomi a chi ho contrastato come se improvvisamente fossimo diventati la stessa cosa. Non ci sarei riuscito per una questione di dignità personale e non me lo avrebbero perdonato le democratiche ed i democratici milazzesi che sperano nel cambiamento. Siamo interpreti di progetti politici opposti e la campagna elettorale sarà l’occasione per confrontarci.

Qualcuno l’accusa di essere scappato al confronto…
La sfida sarà quella del 31 maggio. Naturalmente capisco la necessità di buttarla in rissa da parte di chi oggi dovrebbe fare il bilancio di cinque anni di governo e non ha nulla di buono da raccontare, ma non intendo seguire nessuno su questa strada. È tempo di essere seri e responsabili. Milazzo ha bisogno che si discuta dei problemi veri che la affliggono, senza pettegolezzi ed isterismi. Proviamo a chiedere ad un disoccupato, ad un cassintegrato, ad un disabile o ad un commerciante cosa ne pensa di questa vicenda e sarà chiaro di cosa dobbiamo veramente occuparci.

Lei ha annunciato la sua candidatura a sindaco. Quale sarà il simbolo?
Per i simboli vedremo più in là. Oggi mi interessa molto di più il programma. Mi candido con l’ambizione di unire riformisti e moderati attorno ad un progetto di crescita economica e sociale della città. Un progetto capace di fare uscire Milazzo dalle secche in cui purtroppo si trova. Abbiamo bisogno di una grande pacificazione sociale e di uno sforzo collettivo senza precedenti per assicurare un futuro alla nostra terra. E soprattutto dobbiamo uscire da un isolamento che alimenta povertà e sfiducia. Sono convinto che ci siano le condizioni per rilanciare l’intero comprensorio, ma per riuscirci non ci serve chi governa con guerre e vendette personali. Dobbiamo tenere fuori dai nostri confini quanti, con la complicità delle amministrazioni locali, hanno avuto interesse a non fare crescere Milazzo come merita e come deve.

Cosa farebbe nei primi 100 giorni di governo?
Se venissi eletto per prima cosa disporrò una pulizia straordinaria della città, comprese le spiagge, e riorganizzerò il servizio di igiene urbana, facendo in modo che anche i residenti nei quartieri possano tornare a sentirsi cittadini. Istituirò l’ufficio speciale per i fondi strutturali e per l’occupazione giovanile avviando immediatamente la progettazione, perché negli ultimi 10 anni, purtroppo, Milazzo non è riuiscita a reperire fondi per gli investimenti di cui ha bisogno ed ormai le città si governano solo avendo una visione e traducendola in progetti concreti. Allo stesso tempo modificherò i regolamenti dei tributi locali per restituire fiducia e speranza a commercianti e piccoli imprenditori ormai strozzati e per incentivarli ad assumere personale attraverso un importante alleggerimento delle imposte e programmerò i cantieri di lavoro per i milazzesi in difficoltà economica per rendere più decorosa la nostra città e restituire dignità a chi non trova lavoro. Naturalmente insedierò le assemblee ed i comitati di quartiere di modo che tutti i cittadini possano finalmente sentirsi parte del governo della città.

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milazzo city
milazzo city
9 anni fa

GRANDE GIOVANNI … io vedo che negli altri comitati elettorali il cuttigghiu va a 3000 mentre una sera passando dal tuo comitato ho notato che i tuoi ragazzi lavorano fino a tarda notte … hai una squadra affidabile disposta a fare sacrifici in qualunque momento … voglio congratularmi con te

peppannino
peppannino
9 anni fa

hahahahha..mi viene da ridere ..ho contato i voti nei post in quelli a favore di giovanni formica i favorevoli sono intorno a 50/60 in quelli a favore del SINDACO carmelo pino ci sono voti negativi per lo stesso numero …. SICURAMENTE SONO LE STESSE PERSONE CHE C ERANO AL COMIZIO DI GIOVANNI FORMICA CHE SI SONO TRASFERITI SU OGGI MILAZZO … illusiiii il vostro e’ il canto del cigno. dovete ormai farvene una ragione carmelo pino sara’ di nuovo il sindaco di milazzo con tutte le vigliaccate che gli state facendo (vedi primarie annullate perche sapevate che le vinceva) gli… Leggi il resto »

UlissecuginoPolifemo.
UlissecuginoPolifemo.
9 anni fa

Cicciuzzu beddru , ke fini facisti ahh. Nn vuoi più fare il sindaco , ke vuoi un posticino, dimmelo che devo fare . Il voto a ki lo do. Se lo do a te , mi prometti unpposto dove si trova il lavoro? Cosi lo guardo e gli sto attento.. ciao cicciuzzu , fatti sentire.

marco
marco
9 anni fa

il nostro sindaco sembra il bel addormentato nel bosco ha dormito per cinque anni e ora viene a darci lezioni di vita. Le grandi città non hanno rotatorie in centro ma sugli assi di servizio.Non avevamo bisogno delle rotatorie per avere del verde, ma bastava occuparsi delle aiuole ridotte a discariche

giovanninastasi
giovanninastasi
9 anni fa
Reply to  marco

Parli di grandi città come se Milazzo lo fosse. Ammesso che lo sia, utilizza il tuo tempo su internet con intelligenza e scoprirai che a ROMA, a PIAZZA VENEZIA( solo per fare un esempio) esiste una rotatoria enorme. Essere contro un Sindaco va bene, dire cose inesatte no.

Tradireelavere
Tradireelavere
9 anni fa
Reply to  marco

Si ormai la sfida nelle prossime elezioni sarà : rotatorie si rotatorie no! Ormai le stanno facendo e ce le teniamo.. Fossero questi i problemi di Milazzo…

..mah
..mah
9 anni fa

pino o formica..neanche stessimo parlando di due grandi statisti…dai su..se questo è il massimo che la politica milazzese può produrre cosa si vuole ottenere come rinascita della città?? Tutti fanno progetti e programmi (ma come al solito NESSUNO fa un piano finanziario a sostegno degli stessi..è bello dire faccio questo e quello..ma quanto costa? dove prendo i soldi? avrò l’appoggio del consiglio?ai cittadin interessano quei progetti? e si intende non ai 3 o 4 amici degli amici che avranno l’appalto. Diciamo la verità, il problema del comune è anche nei dirigenti che, purtroppo, non cambiano con le elezioni e che… Leggi il resto »

sosteniamogiovanni
sosteniamogiovanni
9 anni fa
Reply to  ..mah

Giovanni Formica ha sempre detto come fare per ottenere finanziamenti senza pesare sulle tasche dei milazzesi e come investire in attività o progetti che siano che producano ricchezza e non peso per i milazzesi
prima di dire che sono tutti uguali dategli l’opportunità di lavorare per milazzo
tra 5 anni tirate le somme
anzi a mio parere anche prima!!

Tradireelavere
Tradireelavere
9 anni fa

Si si, infatti é risaputo che basta chiedere soldi (stato non se ne parla, la regione sta fallendo..forse l Europa ma non certamente questi progetti. Pure io posso dire che ristrutturerò tutte le case di Milazzo senza far spendere soldi ai milazzesi. I soldi me li darà lo stato! Credici! I conti senza l oste non servono a nulla, città come Messina Palermo e Catania non riescono ad avere finanziamenti (col poco peso politico che hanno) figurati cosa deve avere Milazzo che conta meno di zero