L’Edipower, una delle ultime industrie del comprensorio di MIlazzo rischia di chiudere ma l’argomento sembra non interessare nessuno. A sostenerlo la Cgil nella gionata dell’ennesimo sciopero dei lavoratori.  “Nella giornata della nuova protesta, del nuovo sciopero contro la chiusura di uno degli ultimi impianti industriali – dichiara il segretario generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano –  esprimiamo massima solidarietà e vicinanza ai lavoratori, diretti e dell’indotto, della centrale Edipower che in tutti modi stanno cercando di difendere il loro futuro occupazionale che è anche il futuro produttivo di un territorio già scippato di industrie e marchi importanti e che rivendica la salvaguardia delle realtà industriali presenti per garantire ancora occupazione, assieme ad un progetto di sviluppo”. “Ci chiediamo cosa faccia la politica – osserva Oceano – il cui assordante silenzio sottolinea l’assenza di attenzione e interesse, da parte di quella che si autoproclama classe dirigente, nei confronti del territorio che dovrebbe rappresentare. Tranne poi, quando il danno è fatto, fingere di indignarsi”. A2a, proprietaria della società, per rilanciare il sito vorrebbe utilizzare il Css un combustibile sperimentale prodotto dalla lavorazione dei rifiuti. Proposta che ha sollevato proteste. Ieri, ad esempio, è stata approvata all’unanimità dalla consulta comunale dell’ambiente di Milazzo  la delibera con la quale si esprime assoluta contrarietà alla realizzazione della centrale Css e con cui si impegna il comune ad opporsi in tutte le sedi istituzionali e se del caso ad intraprendere le opportune azioni di carattere politico ed anche legale. A proporre il punto l’associazione Mastrale Milazzo  e di Adasc

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