Il Pd di Milazzo non riesce a mettersi d’accordo nemmeno sul resoconto di una riunione. Oggi pomeriggio il vice sindaco Stefania Scolaro, coordinatrice del Circolo Milazzo 2, ha diramato una nota nella quale sintetizzava il contenuto della riunione di lunedì scorso, quando il coordinamento provinciale si è occupato del “Caso Milazzo”. Resoconto totalmente smentito da Antonio Napoli, fra l’altro l’unico milazzese – assieme a Francesca Sindoni – presente alla riunione. Scolaro, confermando che in quella sede è stato comunicato un incontro «alla presenza del segretario regionale Fausto Raciti, della deputazione regionale, dello stesso coordinamento provinciale e dei rappresentanti dei due circoli cittadini » che si terrà domenica mattina a Milazzo per sbrogliare l’intricata matassa delle primarie che vede contendenti l’uscente carmelo Pino, Giovanni Formica e Salvatore Presti. Poi aggiunge: «Nel corso della riunione del Coordinamento provinciale si sono registrare infatti le aperture nei confronti della candidatura alle Primarie di Carmelo Pino da parte di tutta la componente renziana comprese quelle che fanno capo a Giacomo D’Arrigo e all’on. Giuseppe Laccoto. D’Arrigo, rappresentante dell’Area Big Bang ha accolto con grande favore l’afflato del sindaco Pino che ha aderito al Pd ed ha auspicato delle primarie serene di apertura e non di rottura riconoscendo come il Pd abbia rappresentato una parte importante dell’attuale Esecutivo. Anche l’on. Laccoto ha invitato all’unità del partito senza preclusioni e senza chiusure affermando che il confronto si può risolvere solo con le primarie aperte di coalizione. Scontate invece le opposte posizioni dei deputati Panarello e Rinaldi. Il primo a favore di una preclusione nei confronti di Pino ed il secondo per le Primarie aperte di coalizione a cui possono partecipare tutti gli iscritti del Pd, Pino compreso».

Stefania Scolaro

Resoconto che viene smentito da Antonio Napoli, responsabile di Big Bang Milazzo e componente del coordinamento provinciale (era presente alla riunione): «Abbiamo letto con stupore il recente comunicato del vicesindaco che ha tanto il sapore di mistificazione della realt – scrive – Visto che non era presente alla riunione avrà sicuramente avuto qualche problema di comunicazione perchè, per esempio, si sarebbe resa conto che non è stata assolutamente prevista una riunione a Milazzo con la segreteria regionale, la deputazione regionale, il coordinamento provinciale ecc. ecc. E, magari, avrebbe avuto le idee più chiare sulla posizione dell’area renziana, se avesse contattato i diretti interessati a cui ha fatto riferimento, Giacomo D’Arrigo e l’On. Laccoto, i quali, senza timor di smentita, ritenevano sostanzialmente superflua quella riunione del coordinamento provinciale rimandando il tutto alle decisioni del PD milazzese. In particolare Giacomo D’Arrigo, riprendendo l’intervento di uno dei presenti, ribadiva che è vero che una parte del PD sia presente in modo importante in giunta, ma che è altrettanto vero che tutti i consiglieri comunali del PD avevano sfiduciato gli assessori del PD stesso, che qualche consigliere comunale si era dimesso in contrapposizione a questa amministrazione, che gli iscritti del circolo 2 coordinato dal vicesindaco non venivano riuniti da oltre due anni e che la maggioranza del partito milazzese aveva votato la nota mozione del 12 novembre scorso, con la quale si proponevano le primarie escludendo dalla possibile candidatura chiunque avesse rappresentato l’attuale amministrazione. Anche il gruppo Big bang ha votato il suddetto documento e appare squallido il tentativo fatto dal vicesindaco di screditare una decisione di cui tutt’ora i componenti della stessa area renziana sono assolutamente convinti. C’è da evidenziare, infine, come la riunione sia finita nel nulla dopo l’intervento telefonico della segreteria regionale che ha annunciato un suo intervento – finalmente dico io – per definire questa faccenda. Concludo che, a mio modesto avviso, l’unità del partito tanto sbandierata nel comunicato del vicesindaco non si dovrebbe cercare a 100 giorni dalle elezioni a colpi di onorevoli regionali, convegni e comunicati; il tempo necessario c’è stato abbondantemente».

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