«Finalmente l’intuizione del grande porto di Milazzo, elaborata dal centrosinistra cittadino ormai più di quindici anni fa, diventa patrimonio comune. La creazione dell’interfaccia con Gioia Tauro nella zona di Giammoro, infatti, apre la strada alla realizzazione del sogno di un porto che si estenda sempre più verso il torrente Niceto, sfruttando le infrastrutture già esistenti nella zona industriale». Ad accogliere con soddisfazione la creazione di una Autorità Portuale dello Stretto che vede insieme Gioia Tauro, Messina e Milazzo, è l’avvocato Giovanni Formica, componente regionale del direttivo Pd e candidato a sindaco in pectore. Posizione diametralmente opposta a quella dell’amministrazione comunale guidata da Carmelo Pino.

A sinistra Giovanni Formica

In una nota la motivazione del suo plaudo verso la nuova autority. «Questo permetterà di iniziare a costruire uno sviluppo alternativo per un comprensorio che deve avviare un processo di deindustrializzazione ed immaginare un’economia alternativa a quella esistente – scrive Formica –  già da molti anni sulla via del tramonto. Allo stesso tempo, il porto storico di Milazzo potrà riappropriarsi della sua naturale vocazione di porto turistico, crocieristico, di trasporto passeggeri e commerciale leggero, liberandosi definitivamente della servitù che amministrazioni incompetenti e gruppi di potere privati hanno tentato di imporre su di esso. Superate le formalità legate al nuovo assetto voluto dal governo nazionale, quindi, si metta subito mano alla programmazione. Nel frattempo la nostra città sarà tornata al voto e potrà avere una nuova amministrazione finalmente autorevole e capace di ritagliarsi il ruolo di interlocutore credibile all’interno della nuova autorità portuale, d’intesa con i sindaci del comprensorio e con l’aiuto della deputazione regionale e nazionale messinese di maggioranza che, nel recente dibattito sulla portualità, ha dimostrato lungimiranza ed assoluta autonomia dai potentati economici».

 

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