E’ stata rinviata al 17 febbraio 2015 la causa che vede contrapposti la Raffineria di Milazzo e l’ambientalista Peppe Marano, portavoce dei Verdi. La Ram ha citato a giudizio l’ex consigliere comunale per 400 mila euro di risarcimento danni per una presunta diffamazione avvenuta sui social network. Marano si sarebbe spinto un po’ oltre nelle accuse rivolte al colosso industriale. Secondo il magistrato Raffineria e Marano devono tentare una conciliazione, così come prevede la legge, prima di approdare ufficialmete allo scontro in aula di tribunale. Ma i presupposti per una tregua, a quanto pare, non vi sono. Marano ha presentato oggi un atto di denunzia-querela alla Procura della repubblica di Barcellona della “serie interminabile di fenomeni odorigeni di gas disturbanti e molesti”. Marano ha diverse volte, come lui stesso afferma “segnalato sistematicamente questi eventi emissivi alla Capitaneria di Porto di Milazzo e ad altre autorità preposte. Peraltro ero stato anche contestualmente raggiunto da numerose telefonate di cittadini Milazzesi che lamentavano la percezione dei medesimi odori nauseabondi provenienti dalla zona industriale, ivi percependo un caratteristico e sgradevole odore di gas”. A gasare l’ambientalista è una recente sentenza dela Cassazione che ha assolto un cittadino di Gela che negli anni 90 era stato citato per 2 miliardi di lire dale industrie locali.

Peppe Marano

 

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