«Sono qui sommessamente per candidarmi a sindaco. Spero che il Pd scelga il candidato unitario tramite le primarie entro dicembre. Sicuramente il percorso da seguire è in discontinuità con questa amministrazione». Con una ventina di minuti di ritardo sulla tabella di marcia l’avvocato Giovanni Formica sale sul palco di piazza Caio Duilio (“Verso le amministrative 2015”, il tema) e va subito al dunque. Ribadisce ufficialmente la volontà di candidarsi alla guida della città come esponente del Pd. A suo fianco una serie di attivisti come Giacomo Patanè, Fabrizio Spinelli, Maria Grazia Filoramo, Assunta Sciacca. Tra il pubblico, circa 200 persone, l’ex consigliere provinciale Ciccio Italiano (si è definito ironicamente il “papà dei Dem”, Democratici Milazzesi) e l’ex sindaco Nino Nastasi. Formica parla a braccio. Non ha bisogno di appunti per attaccare l’amministrazione e, in particolare, gli assessori “di area”, Stefania Scolaro, Salvatore Gitto e Dario Russo. «Il gruppo consiliare Pd aveva chiesto a chi rappresenta il partito in giunta di fare un passo indietro – spiega Formica – l’accordo politico all’epoca nacque all’interno di un partito gestito da Francantonio Genovese, al centro di un sistema che non ho mai condiviso». Gioia , speranza, e fiducia. Ecco cosa vorrebbe dare Formica a Milazzo. Chiede all’assessore Pippo Midili (senza citarlo direttamente) un’operazione trasparenza sul dissesto. «Ormai la politica molti la fanno su facebook – attacca – e proprio sui social network sono stato accusato di avere diffuso numeri a vanvera? Eppure sono quelli ufficiali. Ci sono pure carteggi nei quali ritroviamo il commissario ad acta Turriciano, nominato dalla Regione, che solleva “gravi inadempienze” da parte dell’amministrazione per la mancata approvazione del bilancio consuntivo 2011».

il comizio di Giovanni Formica

L’esponente democratico «apre a professionisti, giovani per crescita e recupero nostra città», bacchetta l’assessore Scolaro sottolineando che «Milazzo non è una città non per donne». «Gli asili nido non solo non vengono aumentati ma ridotti da due a uno, impedendo alle mamme percorsi umani e lavorativi». Sull’Area metropolitana (il sindaco Pino ha deciso di aderire al progetto che vede capofila Messina) contesta la scelta «presa senza sentire associazioni e territorio». «Con Milazzo e Barcellona e Valle del Mela si sarebbe potuto avviare un progetto di sviluppo non subalterno a Messina», sostiene. Contesta la politica dei rifiuti («raccolta differenziata inesistente»), la mancata pulizia delle strade, l’abbandono della Piana. «La questione ambientale può essere affrontata in modo serio solo con un sistema di controllo dell’inquinamento – ha detto – Cittadini, industrie e lavoratori possono avere rapporti trasparenti: non credo che abbiano interessi in conflitto, tutti vogliamo vivere in luogo sicuro». Poi l’affondo sulla gestione del Castello a cura dell’assessore Dario Russo: «Non mi piace cosa è stato fatto. Il volontariato è importante ma non si può sostituire ad iniziative pubbliche. In alcuni momenti il Castello mi sembra un bivacco. A luglio scorso, durante una manifestazione, ho trovato all’interno pure un tavolo di plastica con prodotti tipici di Condrò. E poi banner pubblicitari? Chi li ha messi? Cosa hanno pagato queste aziende? Come sono satte scelte?». Formica ha concluso invitando i giovani a non farsi rubare il futuro facendosi convincere a votare politici che promettono “un ritorno personale”. «Non è in questo modo che si possono cambiare le cose», ha concluso.

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