La perimetrazione dell’Area marina protetta, istituita grazie all’intervento dell’onorevole Tommaso Currò, rappresenterà il primo passaggio successivo al riconoscimento da parte del Ministero. E ciò avverrà attraverso la concertazione tra tutte le parti in causa,, comprese le associazioni dei pescatori. Lo hanno voluto sottolineare i rappresentanti del tavolo tecnico costituito nei mesi scorsi al fine di promuovere la riserva marina di Capo Milazzo che ha visto finalmente la luce, chiarendo che l’individuazione delle zone sino ad ora è stata solo sulla carta. In realtà esiste una proposta che a suo tempo il Comitato “Amp” ha redatto, ma determinante sarà anche lo studio che ha eseguito l’Ispra.

carmelo pino e Tommaso Currò

“Di certo – si legge in una nota del comune –  l’area interessata al progetto Riserva dovrà coniugare il rispetto dell’ambiente e del patrimonio naturale con uno sviluppo sostenibile, vale a dire la necessità di mantenere integro l’ecosistema, garantendone la capacità di fornire risorse utilizzabili e fruibili, unita alla possibilità di generare reddito ed occupazione in modo duraturo e soddisfacente per la popolazion”. “L’area marina protetta di Capo Milazzo – ha detto il sindaco Carmelo Pino – rappresentava uno dei punti qualificanti del programma elettorale, tant’è che già nel novembre 2010 con la delibera n.260 e poi nel febbraio del 2011, con la delibera n. 22, abbiamo approvato il protocollo d’intesa per l’istituzione dell’Amp di Capo Milazzo, quale opportunità unica per preservare l’habitat marino e costiero. Ciò nella consapevolezza che assieme al nostro patrimonio paesaggistico ed architettonico contribuirà ulteriormente al rilancio turistico ed occupazionale della città. Le Aree Marine Protette infatti nel costituire un valido strumento di protezione dell’ambiente marino garantiscono l’aumento in numero e dimensioni delle specie ittiche tipiche del nostro mare. Il convincimento quindi che l’Area marina protetta rappresentasse per Milazzo uno scenario interessante ha indotto l’Amministrazione ad attivarsi ancora, lo scorso anno, presentando una seconda istanza – dopo quella del 2011 – alla luce dell’istituzione dell’Osservatorio della Biodiversità dell’ambiente marino e terrestre scaturito dall’accordo tra il dipartimento Ambiente della Regione, l’Arpa, il consiglio nazionale delle ricerche e soprattutto l’Ispra”. Il sindaco ha voluto anche sottolineare quanto “la sinergia fra le parti sociali interessate sia stata determinante per il raggiungimento di questo straordinario risultato” ed ha auspicato di “continuare ad operare sulla base di una intelligente politica di concertazione”.

 

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