Libero consorzio o Area metropolitana di Messina? Dopo la cancellazione delle Province regionali i comuni dovranno scegliere. Milazzo non ha dubbi. Il sindaco Carmelo Pino ha partecipato a Messina all’incontro sull’Area Metropolitana per discutere assieme agli altri amministratori al dibattito sulle tematiche per individuare un percorso condiviso per la realizzazione dell’Area Metropolitana della città di Messina. Attraverso l’istituzione dell’Area metropolitana di Messina, nel cui ambito territoriale, geografico e politico sono compresi 51 Comuni, si intende creare un sistema a rete con gruppi produttivi diffusi su tutto il territorio, per creare imprese e supporto alla ricerca e all’adozione di nuove tecnologie oltre quelle già esistenti, un nodo cruciale nei sistemi di trasporto e di comunicazioni e nella portualità, gateway per le relazioni a scala interregionale e per l’accesso ai vari distretti. Nel corso del dibattito è emerso che la costituzione di Messina come Città Metropolitana rappresenta per tutti un’opportunità irrinunciabile per invertire la rotta e per creare sviluppo e occupazione.

Carmelo Pino

Per questo è stata sottolineata la necessità di condividere un percorso comune di collaborazione e cooperazione tra i Comuni interessati per avviare un processo di ampliamento e di integrazione territoriale in ordine alle attività economiche, all’erogazione di servizi essenziali, alle caratteristiche socio-ambientali e culturali”. Il sindaco Pino da parte sua ha sottolineato che oggi “lo sviluppo locale richiede una dimensione metropolitana; la competizione in Europa è ormai tra territori e non tra singoli comuni. L’Unione Europea incoraggia le politiche comprensoriali, delle città metropolitane e di area vasta in ambito urbano che mettono insieme più Comuni. E poiché le risorse oggi arrivano da Bruxelles è chiaro che occorre ragionare in maniera collegiale per ottenere maggiori servizi (penso alla logistica ed ai trasporti), miglioramenti infrastrutturali, pianificazione sovracomunale dei propri territori in un’ottica di crescita e sviluppo comprensoriale”.

 

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