“Finalmente la Raffineria ammette responsabilita’ e parla di bonifiche dopo che e’ emerso che il suolo, il sottosuolo e le falde acquifere sono inquinate di prodotti petroliferi. Il danno ormai e’ fatto e adesso faremo di tutto affinche’ nel nostro territorio si adotti il principio Europeo “chi inquina deve pagare” sia sotto il profilo penale che civile. Bonifiche, risanamento e riconversione ecologica di impianti che non vanno piu’ bene per il nostro territorio, su questo punteremo come Green Italia/Verdi Europei”. Sulla sua pagina facebook, commenta così il consigliere comunale dei verdi, Peppe Marano, la notizia diramata dalla Ram alla Gazzetta del Sud, in cui ammette di avere pronti 22 milioni di euro per la bonifica dell’area che occupa. Marano ha in corso una denuncia per diffamazione da parte della Ram per i suoi tono allarmistici in tema di inquinamento con relative attacchi alle industrie. Secondo quanto riporta il quotidiano, la conferenza di servizi dello scorso ottobre «a valle di una approfondita istruttoria tecnica con tutti gli enti interessati, ha definito “approvabile” il progetto di messa in sicurezza operativa del sito. A fronte di ciò Ram, che vuole chiudere quanto prima tale intervento, ha chiesto al ministero un decreto d’urgenza per l’ approvazione definitiva del progetto. La notizia è diventata di stretta attualità dopo un convegno di Legambiente sull’argomento.

«A seguito dell’ istituzione del Sin di Milazzo – prosegue la nota – a partire dalla presentazione della successiva approvazione del Piano di caratterizzazione ambientale (marzo 2008) la Raffineria Milazzo ha seguito scrupolosamente tutto l’ intero processo previsto dalla normativa procedendo all’ esecuzione delle indagini e poi alla redazione dell’ Analisi di rischio (già approvata nell’ ottobre del 2013) e del progetto di messa in sicurezza operativo (Miso), ritenuto approvabile. Tale progetto viene applicato persiti con attività di esercizio, rimandando alla cessazione delle attività gli ulteriori interventi dimessa insicurezza permanente o bonifica». Nel documento – scrive il quotidiano – si fa riferimento anche al metodo utilizzato per eseguire la caratterizzazione dei suoli dell’ intero stabilimento («sono stati eseguiti 699 sondaggi») e si specifica che «nel caso delle acque di falda, dalla caratterizzazione iniziale del 2008-09 è seguito un piano di monitoraggio idro-chimico che prevede l’ esecuzione di campagne di monitoraggio con cadenza bimestrale e annuale che consentono di controllare nel tempo lo stato della qualità delle acque di falda».

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