«All’esterno eravamo considerati quasi dei marziani, non di carne ma di metallo, come se nelle nostre vene scorresse benzina anziché sangue… abbiamo cercato di mostrare che siamo persone, persone per bene…e che quando si parla di salute e di ambiente stiamo anche parlando di noi stessi, del nostro futuro». Con queste parole Gaetano De Santis lascia la direzione generale della Raffineria di Milazzo. De Santis da domani, 1 aprile, passerà il testimone a Piero Maugeri e andrà ad occuparsi di progetti internazionali per conto del’Eni. Per molti sarà ricordato come il direttore che ha aperto la Raffineria all’esterno, che ha potenziato un sito internet aggiornato quotidianamente, che ha incentivato i comunicati stampa per far conoscere meglio l’attività dell’azienda e renderla più “umana” (oltre ad avere “imposto” la Coca Cola dietetica in mensa). Un lavoro certosino portato avanti – talvolta con qualche resistenza interna – con il contributo del capo del personale Luca Franceschini e del suo staff che da sempre si occupano delle relazioni esterne. De Santis ha scritto una lettera aperta ai dipendenti salutando ad «un anno, sei mesi e 22 giorni da quando ho assunto l’incarico, il 10 settembre 2012».

Gaetano De Santis

«Venivo da una esperienza internazionale, in Portogallo, in Galp Energia – scrive De Santis – e mi ero abituato ad un clima più sereno nei rapporti tra le raffinerie e le comunità locali. Non volevo tornare, Lisbona è bella, Galp Energia una società stimolante, avevo amici e colleghi a cui mi ero (e sono tuttora) legato. Ma non possiamo scegliere, ci dicono di andare ed andiamo, e non vi nascondo che con un po’ di rammarico ritornavo in una raffineria italiana, onorato certamente del prestigioso incarico ma non felicissimo di ritornare in Sicilia, terra che pure conosco bene e che amo, ma mi sembrava in qualche modo un film già visto…. Poi sono arrivato a Milazzo. Era il 4 settembre 2012. Ho conosciuto i colleghi, ho conosciuto la città, ed è stato impossibile non legarsi. La raffineria di Milazzo è certamente una raffineria di elite, ho capito che la mia esperienza poco avrebbe potuto aggiungere al bagaglio tecnico e professionale che i colleghi tutti, incluso l’indotto, avevano maturato e consolidato negli anni. Ho cercato allora di concentrare tutti i miei sforzi nel mostrare l’immagine positiva di noi che per me era solare ma che mi rendevo conto, con occhio ancora un po’ “esterno”, al di fuori non era percepita nello stesso modo. Io vedevo donne ed uomini di alta professionalità, attaccamento all’azienda, abituati a lavorare in team, persone per bene che tengono al loro lavoro, che lo fanno al meglio, madri e padri di famiglia che educano i propri figli nel rispetto dei valori etici…. Ed all’esterno eravamo invece considerati quasi dei marziani, non di carne ma di metallo, come se nelle nostre vene scorresse benzina anziché sangue… extraterrestri che nel momento in cui varcano i tornelli smettono di essere umani, trasformandosi in macchine! Con il management tutto abbiamo allora cercato di mostrare che siamo persone, persone per bene, che siamo persone del territorio, e mi ci metto ormai anch’io, che in questo territorio abbiamo persone che amiamo, persone a cui vogliamo bene, amici, genitori, figli, abbiamo cercato di spiegare che quando si parla di salute e di ambiente stiamo anche parlando di noi stessi, del nostro futuro. Abbiamo cercato il dialogo con chi, pure criticamente, ha mantenuto un rapporto leale con noi, avevamo bisogno di capire quale era la percezione che di noi vi era sul territorio. Credo che la considerazione di noi all’esterno oggi sia diversa, ci abbiamo messo la faccia, ci siamo fatti conoscere come persone. Lascio il mio posto a Piero, che con la sua competenza e la sua esperienza vi porterà a livelli di eccellenza ancora più alti, alla guida di una grande squadra fatta di grandi uomini». Il manager saluta facendo riferimento alle arti marziali, la sua passione. «Nel karate gli allievi, alla fine della lezione, inchinandosi rispettosamente salutano i Maestri con una frase che ha vari significati: “grazie per avermi permesso di stare con voi” e “grazie per avermi insegnato”. Questa frase è ONEGAI SHIMASU. E con questa frase idealmente vi abbraccio tutti», conclude De Santis.

 

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