Cinquantaquattromila euro di risarcimento danni. La cooperativa “Obiettivo salute e lavoro” che gestiva nell’estate 2009 il lido “Playa Mignon” ha citato in giudizio il Comune di Milazzo. Chiede il risarcimento danni a causa del mal funzionamento del depuratore di contrada Fossazzo. Quell’anno, infatti, la stagione fu compromessa a causa del danni conseguenti alle ordinanze sindacali di divieto di balneazione emanate in occasione dei lavori di ristrutturazione dell’impianto. In quel periodo, infatti, fu accertato l’inquinamento dell’arenile e del mare di Ponente. Nel ricorso, il legale della cooperativa evidenzia che “a seguito dell’accertato inquinamento delle acque, il sindaco di allora, dopo gli interventi della Capitaneria di porto, dell’Arpa e della Provincia, ha messo alcune ordinanze con le quali disponeva il divieto di balneazione lungo il litorale”.

Secondo i legali ed i consulenti tecnici della cooperativa, tale situazione avrebbe provocato “durante i mesi di giugno, luglio e metà agosto, la totale assenza dei bagnanti sulle spiagge ed in particolare nel lido “Playa Mignon”, vanificando i cospicui investimenti economici effettuati dalla Cooperativa a inizio stagione balneare e commerciale e di conseguenza una perdita economica quantificata in oltre 54.000 euro”. Il comune si è costituito in giudizio con il legale Antonio Giardina e nei giorni scorsi, in attesa dell’udienza davanti al giudice del Tribunale, ha proceduto anche alla nomina di un proprio consulente, il chimico milazzese Bartolo Capone.

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