IL PERSONAGGIO (VIDEO). A Milazzo per tutti è Peppe Di Bella, frequenta i locali del Borgo antico, gli ex compagni del Liceo Impallomeni e passa ore sui libri di giurisprudenza col desiderio di concludere il corso di studi. Un ragazzo come tanti altri. Se non fosse che in Spagna, dove trascorre buona parte dell’anno, Peppe si trasforma in Giuseppe Di Bella, idolo delle ragazzine, con fan adoranti a caccia di autografi e migliaia di seguaci su twitter e facebook. Il motivo? Il ballerino e coreografo milazzese ha vinto l’ultima stagione della versione iberica di “Mira quein baila” (Ballando con le stelle), è uno dei ballerini di “Tu cara me suena” (format originale dell’italiano “Tale e quale show”), ha alle spalle la partecipazione nel corpo di ballo di “Operacion Triunfo”, una sorta di “Amici di Maria De Filippi” con ascolti stellari ed ha preso parte pure a soap opera e ad un “cinepanettone”. «Quando ho cominciato ad avere un po’ di notorietà mi hanno spiegato che non mi potevo far chiamare Peppe, ma Giuseppe. In Spagna Peppe è un diminuitivo con poco “appeal”, mentre Giuseppe per loro diventa anche esotico”, sorride. Lo scorso dicembre Peppe Di Bella ha ricevuto un riconoscimento nel corso di una serata dedicata alle eccellenze milazzesi a Palazzo d’Amico.

Giuseppe Di Bella

Da sei anni si divide tra Madrid e Barcellona dove è diventato una presenza fissa nella tv nazionale grazie alla sa duttilità: ballerino, attore, conduttore, cantante e corista, ma anche modello. Per fare un esempio, ha la stessa notorietà di cui in passato ha goduto il ballerino Kledi Kadiù, per anni nelle trasmissioni di Mediaset Peppe era partito alla volta della spagna per rimanere qualche mese grazie al progetto Erasmus dell’Università di Messina. Dal successo che sta ottenendo, difficilmente ritornerà presto a Milazzo. «Non me lo so proprio spiegare questa attenzione nei miei confronti – racconta – alcune volte mi diverte, altre volte mi mette a disagio. E’ strano ritornare a casa e vedere su Twitter o Facebook che la gente ti fotografa, scrive il nome del supermercato che frequenti e fa commenti sull’abbigliamento». Giuseppe ha cominciato a ballare a 13 anni. Si dedicava principalmente all’Hip Hop e al latino americano, nel tempo, però, la passione cresce e si perfeziona con insegnanti di fama internazionale. Nel 2007 si trasferisce a Madrid; oltre a studiare si iscrive all’accademia di danza Karen Taft. «Un giorno mi dicono che l’indomani mattina ci sarebbe stata una audizione per il corpo di ballo di “Operacion Triunfo”. Ci andavano diversi amici e mi sono aggregato. Eravamo in centinaia per quattro posti. Vedevo tanta tensione, c’erano ballerini professionisti noti, io, al contrario, ero tranquillo. Non conoscendo l’impatto mediatico della trasmissione in Spagna (in Italia condotto da Miguel Bosè è stato un flop, ndr) credevo che si trattasse di una esperienza come tante. Solo dopo essere stato scelto ho capito che mi avrebbe cambiato la vita». I contratti si susseguono “Mira quein baiula! (Ballando con le stelle), “20 anos de tu Vida” (Galà celebrativo dei 20 anni di Telecinco, il nostro Canale 5), “Cantame Una Canciòn” (Io Canto), “Que tiempo tan feliz” (una sorta di Domenica in). E’ stato conduttore è inviato dalla piazza Cibeles per la finale dei mondiali per un programma di approfondimento sportivo. «Ho interpretato anche una parte nella sesta stagione di “Amar en tempo revueltos”: è uno sceneggiato simile all’italiano “Centovetrine” – racconta Giuseppe – ho fatto un cammeo anche in Torrente 4, il primo film in 3D spagnolo, tipo il nostro cinepanettone diventato campione di incassi». Nonostante la notorietà gli studi rimangono un obiettivo prioritario. In questo momento sta portando a compimento un master in diritto d’autore. «La carriera artistica per un ballerino dura poco – racconta – in futuro non escludo la carriera giuridica (il padre è uno stimato notaio di Milazzo, ndr), magari come consulente per la tv». Milazzo rimane sempre nel cuore. «Mi manca il mare, le braciolettine di mia mamma, gli amici di sempre. Su mio invito molti amici spagnoli sono venuti a Milazzo rimanendo affascinati. Purtroppo difficilmente si potrà parlare seriamente di turismo fino a quando non si risolverà il problema dei trasporti. Per volare da Madrid o Barcellona a New York ci vogliono 6 ore, per venire a Milazzo 8 ore». Guardando Milazzo da fuori non si possono non notare anche i difetti. «Rispetto alla Spagna c’è troppa burocrazia che impedisce di investire ai locali pubblici o a chi lavora nell’intrattenimento. Va bene il mare o il paesaggio ma poi, la sera, i turisti vogliono divertirsi». E’ stata la burocrazia a bloccare la sua esibizione durante la premiazione a Palazzo d’Amico. «Mi dovevo calare dal tetto con una fune e fare una esibizione di danza – racconta divertito – purtroppo non abbiamo avuto il permesso dal Comune, mancava l’assicurazione. A quel punto avevamo superato il problema trovando una compagnia disposta a coprirci. Ma anche in questo caso non bastava perché secondo gli uffici comunali la copertura doveva superare il milione di euro». Impedimenti burocratici che lo hanno scoraggiato nel proporre all’assessore al Turismo Dario Russo uno spettacolo di danza verticale con funi calate dalle mura del Castello per la prossima estate. «L’ho già fatta con altri colleghi spagnoli al Castello di Ibiza. A Milazzo non immagino la mole di permessi necessari», sorride Peppe. (Articolo già Pubblicato sul settimanale Centonove n.2/2014) GUARDA IL VIDEO:

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