Anche “Amici di Milazzo” si oppone al riseppellimento della tomba bizantina in piazza Duomo. “Se volete riportare decoro “seppellite” lo squallore edilizio dei palazzi circostanti”, dicono provocatoriamente in una nota. “Appare davvero incomprensibile la mentalità “turistica” degli amministratori milazzesi che, in netta controtendenza ai loro colleghi del resto del paese, continuano ad ignorare e trascurare gli importanti tesori del nostro passato e sinceramente – scrive l’associazione –  la recente decisione di “risolvere” così il problema, non pare meno oltraggioso ed irriverente di uno dei tanti gesti vandalici a cui giornalmente assistiamo impotenti. Per disincentivare ed eventualmente punire gli atti incivili occorre accelerare i tempi di realizzazione del servizio di video-sorveglianza (già previsto dall’ amministrazione) , oggi reso ancor più necessario per garantire la sicurezza dei fruitori della piazza. Se poi si volesse fare qualcosa per migliorare l’invaso urbano, sarebbe bene “seppellire” invece lo squallore edilizio prodotto dagli interventi degli ultimi decenni, considerato che appare molto più improbabile abbatterlo, mediante ad esempio idonei elementi vegetali. Per non citare i casi di “muri verdi” e di “giardini verticali”, di cui l’architettura contemporanea è ricca di esempi, con la semplice collocazione di alberi davanti al palazzo Marullo ed in allineamento con la parete dell’edificio superstite adiacente, che potrebbe essere opportunamente “rivestita” di rampicanti, si potrebbe già rendere migliore l’indecoroso fondale contrapposto alla chiesa. Anzi, proprio questa dell’ “occultamento vegetale” potrebbe rappresentare una regola da seguire anche altrove, invece di preoccuparsi su cosa fare davanti al palazzo comunale dopo l’abbattimento delle palme, visto che l’edificio del Richichi, i suoi 120 anni se li porta fin troppo bene e non ha certo bisogno di esser “nascosto” alla vista dei passanti”.

La tomba bizantina di Piazza Duomo

Il nuovo Duomo, iniziato nel 1937 ed inaugurato nel 1951, per il protrarsi dei lavori anche a causa del secondo conflitto mondiale, è rimasto privo di un adeguato sagrato per oltre un cinquantennio, affacciando direttamente sulla strada. L’imponente facciata era visibile solo di scorcio lungo la via intitolata a Cumbo Borgia, al cui interessamento si deve il primo piano regolatore di Milazzo e la prevista realizzazione del nuovo omonimo asse stradale ricavato dallo sventramento dei casali. “Alcuni fabbricati del Casale Grande – continuano Amici di Milazzo nella nota – venivano ancora demoliti in occasione della realizzazione del palazzo Marullo, ultimo atto tra i tanti scempi urbanistico/edilizi degli anni ‘70, e che da allora fa “bella” mostra di se sul lungomare e da sfondo all’attuale piazza. Con la costruzione del volgare edificio si perse così l’occasione della possibile connessione pedonale tra la stessa piazza e la Marina Garibaldi oltre che quella di un affaccio della chiesa direttamente sul lungomare. Durante la campagna di scavi tra il 1992 ed il 1995, ad opera della Soprintendenza dei BB.CC.AA. di Messina, viene rinvenuta l’importante necropoli tardo-romana e proto-bizantina nello spazio retrostante il suddetto condominio. Quando finalmente si decide la sistemazione della piazza, mediante la parziale pedonalizzazione del tratto stradale compreso tra le vie Regis e D’Amico, era intenzione della Soprintendenza lasciare visibili gli importanti scavi, delimitando semplicemente l’area con un basso muretto, a mò di sedile, provvisto di ringhiera”. L’attuale sistemazione, con la copertura trasparente curvilinea e la lastra di cristallo multistrato sulla tomba proto-bizantina, si deve all’architetto Nino Giardina, per conto dell’ufficio tecnico comunale, in occasione del progetto di realizzazione della piazza che dava il giusto respiro anche alla facciata del duomo. “Piazza che, costata appena 182.000 euro, rappresenta senz’altro il miglior esempio di sistemazione urbana degli ultimi 50 anni – sostiene il sodalizio – ed il cui valore aggiunto è rappresentato proprio da questi elementi architettonici che consentono la fruizione visiva dell’unica necropoli tra le tante scoperte nel territorio milazzese. Dal 23 marzo 2002, giorno dell’inaugurazione, grazie al costante disinteressamento delle amministrazioni comunali, la piazza è stata tuttavia dimenticata a se stessa, senza nemmeno garantire i minimi interventi di ordinaria manutenzione. La copertura curvilinea trasparente è stata più volte danneggiata da teppisti che l’hanno cavalcata addirittura con i loro motocicli, mentre la lastra di cristallo con il relativo telaio, che oggi si vuole rimuovere, sono stati accidentalmente rovinati dalla manovra maldestra di un mezzo pesante. Lasciata in stato di abbandono, come tutto il resto, si è pensato bene di abolire l’elemento trasparente “riseppellendo” la tomba ed occultandone quindi la sua visione, invece di riparare gli elementi danneggiati”.

 

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