Il comitato porto di Milazzo suggerisce le strategie per lo sviluppo del bacino mamertino. In una nota a firma del comandante Mario Sciotto si suggerisce, addirittura, di “cancellare” il porticciolo privato dedicato al diportismo. Ecco la nota: “Qualsiasi porto per svolgere appieno le sue attività – Scrive sciotto – necessita di tre elementi fondamentali: Le banchine di attracco, i fondali e le infrastrutture per i suoi collegamenti. Partendo dal primo elemento prendiamo atto che finalmente sono partiti i lavori per il completamento del tratto di banchina che va dal molo XX Luglio al molo di sottoflutto. Allo stato attuale il porto di Milazzo si estende dal molo di sopraflutto alla zona della vecchia stazione. Le previsioni di ampliamento del bacino portuale fino ad acqueviole sono state del tutto disattese dato che il litorale menzionato è stato dato in concessione a dei privati che hanno realizzato un ricovero a secco di natanti”.

“Sempre in tema di banchine il molo Marullo che era stato opportunamente attrezzato con i mezzi necessari, ancora visibili, per ricevere imbarcazioni da 50 mt. e oltre che avrebbero portato benessere e notorietà alla città di Milazzo, è stato dato in concessione a dei privati che hanno costruito un porticciolo adibito a ricovero di barche che apporta notevoli vantaggi economici solo ai proprietari. Per quanto riguarda i fondali, abbiamo avuto garanzie dall’ Autorità Portuale che con il lavoro attuale i fondali saranno portati ad una profondità minima di 10 mt. il che potrebbe anche essere sufficiente per il traffico che si svolgerebbe nel nostro porto. Per quanto riguarda i collegamenti, bisognerebbe chiedere a chi di competenza, per quale motivo l’asse viario non è arrivato fino al porto fermandosi in piazza XXV Aprile, motivo per cui occorre adesso costruire auna bretella per collegare l’asse viario al porto se non vogliamo che questi rimanga una cattedrale nel deserto. In definitiva quando il molo Marullo e parte del molo Luigi Rizzo saranno liberati dalla presenza del porticciolo turistico, il litorale di acqueviole ritornerà nella disponibilità dell’Autorità Portuale, il dragaggio ed i lavori della costruenda banchina saranno ultimati, e il porto sarà collegato all’asse viario, solo allora si potrà programmare il futuro del porto di Milazzo. Secondo il nostro modesto avviso, potrebbe avere una funzione passeggeri e diportistico dal molo di sopraflutto alla radice della banchina XX Luglio ed una funzione commerciale ( navi mercantili e navi ro-ro ) da quest’ultima banchina fino ad acqueviole. A questo punto , in conseguenza dell’impegno preso con Rete Autostrade Mediterraneee , occorre che l’Autorità Portuale stringa i tempi per liberare il porto da lacci e laccioli imposti da poteri esterni con il fine di continuare a fare i propri interessi fermando lo sviluppo della città. Se non si inverte la rotta il porto di Milazzo, nella migliore delle ipotesi, diventerà un pantano utilizzabile per il ricovero di piccoli natanti e per la coltivazione di cozze e vongole”, conclude Sciotto.

 

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