Un protocollo tra il Comune di Miazzo e la Ram per individuare iniziative da finanziare sul territorio a carico del colosso petrolifero.  A rivelare il progetto dell’amministrazione è stato il settimanale Centonove nel numero scorso. Pubblichiamo uno stralcio del servizio:

Altrove sono richieste a gran voce e definite “opere compensative”, a Milazzo vengono bollate come “regalie” per zittire ambientalisti e oppositori. L’inaugurazione di una pensilina di fronte alla sede dell’istituto statale d’arte “Renato Guttuso” ha alzato un polverone sugli interventi che la Raffineria di Milazzo – joint venture tra Eni e Kuwait Petroleum con un fatturato di 758,4 milioni di euro nel 2011 – effettua sul territorio. Un problema legato alla mancanza di un protocollo d’intesa tra l’amministrazione comunale e l’industria principale del territorio che metta nero su bianco gli interventi economici o strutturali di cui la città realmente necessita e che l’azienda potrebbe realizzare per mitigare la presenza sul territorio. In passato lo ha fatto il comune di San Filippo del Mela con l’Edipower, proprietaria di una centrale termoelettrica. In città l’unico esempio rimane la realizzazione della piscina comunale ad opera della Termica Milazzo, un accordo che nacque negli anni 90 proprio quando alla guida del comune c’era l’attuale sindaco Carmelo Pino.

Ilsindaco Pino con i rappresentanti delle industrie del comprensorio

LA CONVENZIONE. Un esempio, che, alla luce delle recenti polemiche, potrebbe essere ripetuto con la Ram. «Ci stiamo pensando, ammetto che c’è stato un primo approccio – dice il sindaco Pino – e non credo che da parte dei vertici dell’azienda ci saranno resistenze. Non stiamo inventando nulla di nuovo, in Sicilia ne sono stati firmati altri di questi protocolli. Dobbiamo creare un gruppo di lavoro per elaborare richieste sensate e condivisibili». Fino ad oggi le richieste del territorio sono state “random”. Nel senso che hanno riguardato le singole associazioni o enti e quelle provenienti dall’amministrazione sono state fatte senza coinvolgere l’opinione pubblica. Ad esempio, tre anni fa quanti cittadini avrebbero avallato la costruzione dell’impianto di illuminazione da parte della Ram e delle ditte dell’indotto per consentire alla Ss Milazzo di iscriversi al campionato di Lega Pro? Con mezzo milione di euro quante opere o iniziative si potevano finanziare, ad esempio nel sociale, coinvolgendo il maggior numero di cittadini? «I tifosi aspettavano da una vita l’esordio nella vecchia serie C2 – si difende il sindaco Pino – chi poteva permettersi di non adoperarsi per fare in modo che si svolgesse il campionato? Le prescrizioni della Lega Calcio erano rigide e in quel momento storico non credo che un sindaco potesse comportarsi in modo diverso (oggi il Milazzo è naufragato e, dalle ceneri sono nate due società dilettantistiche, ndr)». I CONTRIBUTI. La Ram negli ultimi anni si è intestata principalmente due opere: l’illuminazione del Grotta Polifemo e un parco giochi in zona Ciantro. Ha poi donato 60 mila metri quadrati di terreno (l’ex area Tribò) per consentire la realizzazione di un parco urbano e elargito piccoli contributi ad associazioni per finanziare manifestazioni e iniziative benefiche. Tra le più importanti il concerto di Capodanno al Teatro Trifiletti, l’impianto di climatizzazione dello stesso teatro, il Milazzo film Festival, il cartellone del teatro stabile di Pace del Mela, la gara di pesca dedicata ai ragazzi dell’Unità Ope-rativa Semplice di Neuropsichiatria dell’infanzia; la donazione a scuole e associazioni di circa 200 personal computer durante la fase di sostituzione dei pc di Raffineria. Senza contare stage e dottorati che coinvolgono gli studenti milazzesi. E ora la pensilina posizionata sullo stesso marciapiede realizzato dalla Ram negli anni scorsi.

 

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