In risposta al comunicato stampa del comune di Milazzo con il quale si sottolinea un intervento del Tar di Catania sulla gestione dei loculi al cimitero mamertino, pubblichiamo integralmente la replica di Edoardo Macrì, il cittadino che sta cercando da un anno di riportare in città i resti dei suoi parenti scomparsi in un tragico incidente stradale.

Edoardo Macrì

Il TAR di Catania ha solo respinto la mia istanza cautelare e non il mio ricorso, che comunque va avanti fino al giudizio di merito. L’istanza cautelare è la richiesta di sospensione dell’atto impugnato, che si fa quando da esso atto può derivare al ricorrente un danno grave ed irreparabile. Nello specifico solo questa richiesta è stata rigettata dal TAR e non il ricorso, lo voglio ripetere. I conti dunque si faranno dopo il verdetto finale, quello di merito, per il quale il TAR dovrà valutare ben 8 violazioni di legge. La partita quindi rimane del tutto aperta. Dopo questa precisazione , mi preme ancora ricordare ai lettori il fatto che ha generato il ricorso stesso. E’ stato il rifiuto da parte dell’amministrazione comunale di Milazzo di tumulare, nel nostro cimitero, i resti mortali di un’intera famiglia, deceduta in un incidente d’auto. Resti in trasferimento dal Cimitero di Brindisi a quello di Milazzo, per dare all’unica figlia sopravvissuta, nostra concittadina, la possibilità di piangere più spesso sulla loro tomba. Peraltro, lo sblocco di questa situazione darebbe a molti altri concittadini la possibilità di fare altrettanto, con i loro cari sepolti altrove, senza levare nulla a nessuno, perchè si tratterebbe solo di una tumulazione in un colombario, già in concessione, che diversamente resterebbe semivuoto. Prassi che viene già praticata in quasi tutti i cimiteri d’Italia, per consentire il ricongiungimento delle famiglie, nonchè per facilitare la manifestazione del lutto e gli atti di pietà e di memoria verso i nostri morti. Anche perchè c’è una circolare della Ministero della Sanità, che è quello che conta,  che lo consente, esprimendosi così, al paragrafo 13.3:  E’ CONSENTITA LA COLLOCAZIONE DI PIU’CASSETTE DI RESTI E DI URNE CINERARIE IN UN UNICO TUMULO SIA O MENO PRESENTE UN FERETRO. A parte questo risultato, con una sentenza del TAR a mio favore, tutti coloro che hanno un loculo al nostro cimitero, occupato da diverso tempo, potranno riesumare il loro caro, rimettere i suoi resti nella stessa celletta, creando così in essa lo spazio necessario per un altro familiare. Ed anche il Comune ci guadagnerà, risparmiando del terreno, per l’edificazione di nuovi loculi, data la domanda in crescita. Per questo gli altri cimiteri , da un pezzo, fanno così.

EDOARDO MACRI’

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