Anche quest’anno i volontari di Legambiente inaugurano la stagione estiva ripulendo il boschetto dell’Ancora di Milazzo. L’iniziativa si ripete nell’ambito dell’iniziativa “Spiagge Pulite”. I volontari, tra cui molti scout, si sono organizzati utilizzando semplici rastrelli che hanno lasciato intatto l’ambiente naturale della spiaggia come suggerimento per le Amministrazioni e i privati. «Per una corretta operazione è sbagliato usare ruspe, pale meccaniche ed escavatori, idonei per i cantieri, ma mai negli ambienti naturali» sototlinea Pippo Ruggeri, responsabile di Legambiente del Tirreno. Erano presenti gli scout di Milazzo 1 e 2, l’associazione Camminiamo in sintonia, l’associazione Il promontorio e i rappresentanti della Dusty organizzati anche per la raccolta differenziata dei rifiuti provenienti dalla spiagge con l’allestimento di cassonetti. Per l’amministrazione era presente l’assessore all’ambiente Salvatore Gitto.

“La catena umana – continua Ruggeri – ha rappresentato la forza del metodo, formula vincente nell’operazione di pulizia del Boschetto dell’Ancora e della spiaggia ; un’operazione da specialisti per gli ambienti della natura con rastrello e sacchetto, per restituire la bellezza alla spiaggia del Tono. Sono state sottratte alla spiaggia e al mare : tanta plastica, polistirolo, lattine, copertoni e altro ancora, portato dalla marea e proveniente dai torrenti e dal mare aperto; tutto ciò ci fa capire che il problema dei rifiuti non è affatto risolto e che può essere affrontato con consapevolezza e senso civico e di appartenenza al territorio. L’iniziativa non deve considerarsi come un intervento sostitutivo, ma come una linea guida da seguire per salvaguardare un ambiente naturale ; è in particolare un atto di amore e rispetto nei confronti della natura e la manifestazione a Milazzo evidenzia il valore della duna sabbiosa, un ambiente naturale particolare e delicato, in quanto passaggio graduale tra la terraferma e il mare con una tipica vegetazione costituita dalle cosiddette piante pioniere, specie che per prime riescono ad attecchire sulle sabbie, non più esposte a pesanti livellamenti artificiali (come l’uso delle ruspe)».

Condividi questo articolo