Due anni senza infortuni sul lavoro. Per una realtà industriale con migliaia di lavoratori sono un vero record. Se si pensa poi che la Raffineria di Milazzo è riuscita a raggiungere il traguardo non solo per i propri dipendenti (lo scorso mese di novembre) ma anche per gli operai delle ditte appaltatrici che operano alla Ram (il 15 aprile), la soddisfazione è doppia. «Nel suo complesso questo traguardo costituisce un vero e proprio record – si legge in una nota del colosso industriale della joint venture Eni – Kuwait – se si pensa che l’intero “sistema” della Ram rappresenta la prima raffineria in Italia, ed una delle poche in Europa, che possa vantare una performance complessiva di sicurezza di questa portata. E non sembri esagerato parlare di record, considerando non solo le statistiche che ancora qualificano negativamente il sistema produttivo e industriale italiano ma anche la realtà industriale nella quale le ditte appaltatrici menzionate svolgono la propria attività professionale».

Il valore aggiunto di questo risultato risiede nella natura delle attività di una raffineria che consistono nella lavorazione di materie pericolose in cicli produttivi molto complessi che normalmente comportano elevati rischi di infortuni sul lavoro. «L’importante obiettivo è legato innanzitutto alla qualità ed all’impegno degli imprenditori, prevalentemente locali, che in questi due anni, caratterizzati anche da impegnative fermate per manutenzioni straordinarie, hanno man mano acquisito la mentalità vincente nel campo della sicurezza, diventando parte integrante e propulsiva dei Sistemi di Gestione della RAM», dice il direttore Generale della Raffineria, Gaetano De Santis. «Il risultato ottenuto – ha aggiunto Marco Saetti, amministratore delegato Ram – costituisce un’ottima prova del buon funzionamento di tali sistemi di gestione non solo considerati in sé ma anche dal punto di vista della loro capacità di essere acquisiti e metabolizzati dall’intero sistema industriale della Ram». «Ed in questo senso – ha concluso il Presidente della Ram, Alessandro Gilotti – il risultato conferma il ruolo che Ram ha verso il territorio nel quale opera non solo come un fattore di occupazione e di crescita economica ma anche come fattore di promozione culturale per le aziende locali nello sviluppo delle competenze tecniche e professionali necessarie ad alimentare e consolidare una cultura della sicurezza, della protezione della salute e dell’ambiente».

 

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