Recuperare la porzione monumentale del Cimitero di Milazzo, che attualmente versa in condizioni di degrado, investendo gli oneri derivanti dall’aggiudicazione all’asta di concessioni cimiteriali centenarie scadute e non rinnovate. E’ quanto propone lo storico Massimo Tricamo in analogia a quanto praticato in questi giorni nel Gran Camposanto di Messina, dove il Comune sta mettendo all’asta antiche cappelle gentilizie, per le quali non sono state rinnovate le relative concessioni alla scadenza del novantanovesimo anno. Un’iniziativa, quella promossa in riva allo Stretto, che punta a soddisfare la richiesta di nuove sepolture, oltre a garantire il recupero delle cappelle che versano in stato di degrado, recupero cui dovranno provvedere gli aggiudicatari delle gare.

Il cimitero di milazzo

«Nel Cimitero di Milazzo, impiantato nel lontano 1888, sono diversi i sepolcreti e le cappelle gentilizie che hanno superato i cento anni di vita, in gran parte abbandonati al degrado perché di proprietà di famiglie che si sono estinte senza eredi», rileva Tricamo, che aggiunge: «proprio qualche settimana fa, a Messina è stata aggiudicata all’asta una delle cappelle più antiche del Gran Camposanto, la cappella Gatto-Cucinotta, posta a base d’asta per il prezzo di circa 127 mila euro ed aggiudicata per 160 mila. Non è l’unica concessione scaduta per la quale il Comune di Messina sta procedendo al rinnovo. Nel nostro Cimitero un’iniziativa simile non solo consentirebbe di restituire decoro ad alcune cappelle e sepolcreti in atto ridotte addirittura a cumuli di detriti e rifiuti, ma le centinaia di migliaia di euro che si introiterebbero dalle aste pubbliche dei rinnovi per altri 99 anni consentirebbero di procedere al restauro di numerosi posti distinti della porzione monumentale, alcuni dei quali recano firme di artisti di nota fama, come lo scultore Rutelli, o iscrizioni di pregio come quelle del Pascoli. Senza considerare il decoro che verrebbe restituito alle tombe di tanti nostri concittadini, al momento in condizioni di vergognoso degrado, con marmi divelti e frantumati. Un modo per garantire standard dignitosi alle sepolture in un momento di penuria per le dissestate casse comunali, che da questa operazione trarrebbero una bella boccata d’ossigeno. Ma soprattutto un modo per soddisfare, come a Messina, la pressante richiesta di nuove sepolture. E poiché gli introiti che si ricaverebbero con tale iniziativa sarebbero sicuramente cospicui, vi sarebbe anche spazio per finanziarie gli oneri di manutenzione ordinaria del nostro Camposanto, tra tutti quelli relativi al giardinaggio ultimamente trascurato».

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