ANTEPRIMA. Notificate le citazioni in giudizio per consiglieri e funzionari di Milazzo che hanno partecipato, ognuno per le proprie competenze, all’approvazione della delibera 114 con cui nel 2001 si innalzava il gettone di presenza a 100 euro a seduta. Dovranno comparire davanti alla sezione giurisdizionale della Corte dei Conti, il 12 giugno con i rispettivi legali. La Procura della Corte dei Conti ha chiesto la restituzione di oltre 17 mila euro ciascuno ai consiglieri comunali presenti in aula al momento della votazione, al segretario generale del tempo ed a un dirigente comunale. Per un totale di circa 476 mila euro relativi al periodo non andato in prescrizione.

A ricevere la citazione la segretaria comunale Maria Luisa Alfino, i consiglieri Alessio Andaloro, Maurizio Capone, Giuseppe Cattafi, Giuseppe Codraro, Giovanni Crisafulli, Franco Cusumano, Maria Rosaria Cusumano, Paolo De Gaetano, Giuseppe Di Natale, Pippo Doddo, Antonio La Rosa, Giuseppe Magistri, Peppe Marano, Giovanna Messina, Giacomo Micale, Andrea Mondo, Maurizio Munafò, Santino Napoli, Gioacchino Puglisi, Paolo Rondone, Enzo Russo, Stefano Ruvolo, Stefano Salmeri, Orazio Saraò, e l’ex dirigente comunale Nino De Pasquale. Secondo la Procura della Corte dei conti avrebbero procurato tra settembre 2007 e aprile 2011 un danno erariale al comune di Milazzo “con inaccettabile, se non interessata, faciloneria nella interpretazione della disciplina di riferimento”. In realtà per gli interessati si tratterebbe di un abbaglio in quanto la normativa contestata (cioè il mancato rispetto del decreto legislativo 267/2000) non era stata recepita dalla Regione Siciliana dove, al contrario operava la legge 30/2000. A stabilire le indennità minime, invece, era il decreto del presidente della regione n. 19/2001. Stralciate le posizioni dei consiglieri Stefano Larini e Franzo Rizzo i quali hanno dimostrato con una memoria di non essere presenti al momento del voto in aula, e dei politici e funzionari nel frattempo scomparsi, Gianni Pergolizzi, Stefano Cartesio e il funzionario Tiziano Di Meo.

 

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