Al comune viene proclamato il dissesto ma il sindaco Carmelo Pino concede il massimo del premio produttività, circa 10 mila euro, al segretario comunale Massimo Gangemi, dirigente ad interim anche dei Servizi Sociali. A sollevare la questione è stato nel corso della seduta consiliare di ieri sera è stato il consigliere Roberto Capone. «Non si può non rimanenere esterefatti e sconcertati – scrive Capone – nell’apprendere che il Sindaco con proprie determine (n. 160 del 14/12/2012  e n. 09 del 17/01/2013) assegna le indennità di risultato pari al 10% del monte salari lordo ai segretari comunali Giovanni Matasso (in carica dal 01/10/2011 al 14/11/2011) e all’attuale segretario Massimo Gangemi».

Massimo gangemi

«Per quanto riguarda il primo non si comprende quali risultati abbia potuto raggiungere in soli 45 giorni di lavoro compreso sabato e domeniche. Per l’attuale segretario Gangemi, invece – continua – rimane assolutamente incomprensibile ed inopportuno, che successivamente alla dichiarazione di dissesto si elargiscano premialità a soggetti che già contrattualmente hanno uno stipendio da “favola” oltre 120.000 euro annue. Desta seria preoccupazione, infatti, come un sindaco che ha voluto a tutti i costi il dissesto della propria Città (questo ancora tutto da vedere) continui a non perdere occasione, predicando che non ci sono soldi per garantire i servizi indispensabili e poi spende per accontentare i suoi più stretti collaboratori. Questi motivi – sottolinea il consigliere – mi inducono, con grande senso di responsabilità, ad informare gli organi competenti e fare chiarezza su quanto sta succedendo nella nostra Città. Sarò altrettanto  vigile sulle altre spese “impossibili” che il sindaco sta effettuando a partire dai  dirigenti  e se anch’essi hanno avuto lo stesso trattamento in un momento così critico per la Città di Milazzo. Al prossimo Consiglio Comunale presenterò una interrogazione molto dettagliata sulla questione informando il Prefetto, la Procura della Corte dei Conti e l’Assessorato agli Enti Locali» conclude Capone..

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