“Vergogna”. E’ la parola più usata dopo la debacle di Forlì. I mamertini, tornati in Sicilia con sei reti sul groppone (a dir la verità immeritate visto il gioco espresso e gli errori arbitrali), contestano, per bocca del loro dirigente Mario Marino, la società romagnola. “Non hanno avuto rispetto, sono regole non scritte del calcio”. L’allusione è agli ultimi tre gol, arrivati nella ripresa a risultato ormai acquisito. Di tutt’altro avviso i tifosi, convinti che gli avversari si siano comportati degnamente, al contrario della società mamertina. Sul forum e su varie pagine di Facebook, sono piovute una marea di critiche verso chi ha costruito una squadra di giovanissimi che passa da una batosta all’altra, con la retrocessione sempre più vicina.

Il Milazzo a Forlì

Qualcuno si augura di arrivare almeno a dieci punti (con la salvezza tecnicamente a quaranta), altri di provare vergogna, altri chiedono di ritirare la squadra. E c’è chi, firmatosi “Ex giocatore”, invece, la prende a ridere e pensa già alle scusanti per i prossimi match: con la Pro Patria hanno cambiato il campo di gioco all’ultimo momento creandoci disguidi (si è giocato a Busto Arsizio invece che a Pro Patria); con il Vallèe d’Aoste invece del tea, ai giocatori hanno portato la grolla per farli ubriacare; nella partita di coppa (che non ci interessa) con l’Alessandria d’Egitto abbiamo mandato le riserve (cioè i pulcini, visto che già giochiamo con la juniores); a Monza tutti gli avversari correvano di più, ma andavano su 4 ruotone e il campo aveva una forma strana (c’era pure una parte che sembrava una curva parabolica); il Santarcangelo… beh, ha avuto un aiuto divino; con Bellaria Igea Marina abbiamo perso perchè abbiamo giocato contro 3 squadre contemporaneamente (appunto il Bellaria, l’Igea, la Marina)… peccato che abbiamo perso il derby con l’Igea”.

Sebastian Donzella

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