Il 21 dicembre di 200 anni fa nasceva a Milazzo il milazzese che forse più di tutti ha amato la propria città. Il commendatore Stefano Zirilli amò Milazzo da cittadino ed anche da amministratore pubblico. Fu sindaco negli anni Quaranta dell’Ottocento e più volte consigliere comunale e provinciale. Ricoprì la carica di presidente del consiglio provinciale. Se Milazzo ha avuto per ben un secolo la stazione ferroviaria in prossimità del proprio porto lo deve in massima parte a lui che con una fiera battaglia contribuì a far prevalere la classe politica milazzese sugli interessi politico-economici dei Messinesi, i quali lottarono con tutte le forze per evitare che Milazzo potesse avere una stazione a due passi dal porto, con lo scopo evidente di dirottare i treni merci a Messina, favorendo il traffico portuale lungo le rive dello Stretto.

Stefano Zirilli

Fu una poderosa prova di forza quella della classe politica milazzese, che riuscì persino a ridicolizzare una pubblica dichiarazione del Re Umberto I, il quale nel 1882 si era incautamente pronunciato a favore delle istanze messinesi. Chissà cosa penserebbe il commendatore Zirilli della sua Milazzo di oggi, sempre più città del dissesto non solo finanziario, ma anche culturale e politico. Chissà cosa penserebbe della condizione attuale della sua Biblioteca Comunale, da lui fondata nel 1869 in una città in cui il tasso di analfabetismo era alle stelle. Quella Biblioteca Comunale, oggi abbandonata a sé stessa, cui egli dedicò, senza mai pretendere un centesimo, anzi rimettendoci di tasca propria, gli ultimi anni della sua esistenza. Quella stessa Biblioteca Comunale che oggi, nel giorno del bicentenario della sua nascita, ha dimenticato persino di commemorarlo. Evidentemente non merita l’attenzione dei nostri amministratori comunali l’essere stato un uomo d’immensa cultura, un appassionato bibliofilo, un fervente patriota, un protagonista indiscusso della battaglia garibaldina del 20 luglio 1860, un esperto enologo e viticultore, un produttore di vini da dessert conosciuti ed apprezzati in tutta Europa, un apprezzato cultore di memorie patrie.

 

MASSIMO TRICAMO

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