“Scontiamo una eredità tecnica e gestionale pesantissima, assurda”. Comincia così lo sfogo del direttore generale del Milazzo, Mario Marino, alla vigilia della difficile trasferta di Mantova. La classifica precaria non porta tranquillità in casa rossoblù, ma i problemi societari non sono da sottovalutare. “Non bisogna dimenticare che, nonostante le varie risoluzioni di contratto sottoscritte, questi contratti di natura economica gravano sulle prossime scadenze amministrative e sono cifre di rilievo (42 calciatori tesserati, staff Tecnico e Sanitario, Dirigenziale, etc.) e sono scadenze improrogabili e senza riceverne niente, qualcosa di scoraggiante”. Marino ci tiene a fare chiarezza sul parco giocatori.

Mario Marino

“Abbiamo lavorato per le risoluzioni di natura prettamente tecnica (di elementi non ritenuti adatti alle necessità e all’apporto di qualità per la squadra) come Cartone, Gherra, Rasà, Di Pasquale, Conti, Mancini, Cancelloni, Santini, Bizzarri, Ricci. Siamo in attesa delle firme di uscita dei vari Tomasello, Candia, Filippo, Stilo e dellíinfortunato Della Penna. Di natura economica sono state le risoluzioni fatte con calciatori interessanti come Evola, Mignogna e Dama. Con attenzione, siamo intervenuti nel rivedere líimpianto squadra, con elementi svincolati come il portiere Tesoniero e l’attaccante Suriano. Abbiam convinto e “trattenuto” Lewandowski. Quindi, a noi, non mancano le buone intenzioni. Si continua ad attingere a qualche elemento della formazione Berretti, anche per indicare e dare una migliore vetrina e valorizzazione a ragazzi che nulla hanno di inferiore ai tanti tesserati che sono serviti a gonfiare a dismisura e senza nessun apporto tecnico il gruppo squadra”. A pesare, sulla prima squadra di calcio cittadina, è la lontananza tra dirigenza e tifosi. Il ritorno della società vicina a Pietro Lo Monaco non suscita grandi entusiasmi. “Abbiam fatto quattro pareggi consecutivi, risultati discretamente positivi. Alla riapertura al pubblico dello Stadio di casa, ci si aspettava una maggiore affluenza, una migliore attenzione dellíinteresse locale per la prima squadra della città e specie per una Società che rappresenta una delle poche realtà sicule di calcio professionistico nazionale e che si confronta domenicalmente con squadre di altro passato e storia. Per dovere di chiarezza totale, domenica ci sono stati 177 paganti ed un incasso lordo di 1.451,50 euro. Cifra nettamente inferiore alle spese di gestione da sostenere per una gara da disputare nell’mpianto del Grotta Polifemo. Questi sono i fatti, non servono i mugugni, le lamentele. E’ gravoso tutto l’impianto gestionale, le scadenze da rispettare e le risoluzioni che non risolvono attualmente la esosa e ampia forbice di costi accumulata”.
Sebastian Donzella

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