La Raffineria di Milazzo, joint venture paritaria tra Eni e Kuwait Petroleum, può essere considerato il maggiore azionista dell’economia milazzese. Basti pensare che paga 30 milioni di euro di stipendi (compresi gli oneri fiscali) a 600 dipendenti diretti. Cifra che raddoppia se si considera che grazie all’industria lavorano complessivamente 2000 persone l’anno: operai delle ditte specializzate, autisti delle autobotti, portuali. A fare i conti in tasca al colosso petrolifero è il settimanale Centonove in edicola.

Il settimanale aggiunge che la Ram versa centinaia di migliaia di euro di tributi locali (dai rifiuti, 320 mila euro, all’Imu, 300 mila). Ogni anno, inoltre, patrocinia iniziative o si accolla le spese per realizzare opere a disposizione della comunità: dal parco giochi del Ciantro alla illuminazione dello stadio Grotta Polifemo (pare sia costata 800 mila euro). L’incidenza sul territorio è di almeno 60 milioni di euro. Nel quinquennio 2012-2016 è stato previsto un piano di 450 milioni di euro a cui vanno ad aggiungersi 300 milioni per interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e di fermata. Complessivamente 750 milioni.

 

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