Il movimento “Insieme per l’ambiente” esprime “un secco no”alla proposta avanzata dall’impresa russa Yug rusi All’Autorità portuale di Messina di realizzare nel territorio di Milazzo (zona Asi) una centrale a biomasse. “Siamo convinti che dietro quest’operazione si stia cercando di intercettare finanziamenti pubblici provenienti dal rilascio di certificati verdi conseguenti alla realizzazione di questa centrale – sostengono il presidente Davide Canevari e il consigliere comunale Peppe Marano -. Una centrale a biomasse è un inceneritore  che brucia la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali ed urbani. Il decreto legislativo 387/2003 consente di trasformare anche le centrali a biomassa in possibili inceneritori perché accomuna la biomassa al Cdr (Combustibile derivato da rifiuti). Come dire che bruciare un tronco d’albero è come bruciare ecoballe o altri combustibili derivati da cicli di produzione del petrolio come il Pet Coke”.

Secondo “Insieme per l’ambiente” la costruzione di un impianto di questa portata “porterà più inquinamento nelle nostre aree” e pur bruciando materiale per definizione” biodegradabile”, “le emissioni di polveri fini ed ultrafini, metalli pesanti, diossine fino a un raggio di circa 20 km, saranno sempre presenti, con grave danno per la nostra salute”, sostengono in una nota. Fondamentale sarebbe, inoltre, la questione degli approvvigionamenti. “l nostro territorio non è in grado di fornire le ingenti quantità di colture necessarie per il funzionamento della stessa per cui si renderà necessaria l’importazione di oli provenienti da altri paesi – continuano Canevari e Marano – Considerato che il nostro territorio, la Valle del Mela, è un territorio dichiarato ad Alto rischio di crisi ambientale dal 2002, ritenuto che da quando è avvenuta tale dichiarazione con Decreto Regionale il comprensorio non è monitorato come previsto dai dettami Europei, Insieme per l’Ambiente “chiede fermamente  al Presidente dell’autorità portuale di Messina di non voler considerare il territorio di Milazzo come sito di realizzazione di tale centrale” concludono.

 

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