Il comune di Milazzo ha versato le indennità arretrate ai componenti della giunta che, così, hanno ricevuto le legittime spettanze maturate dall’insediamento avvenuto due anni fa, fino al 31 luglio scorso. I mandati sono stati disposti con una determina a firma del segretario generale Massimo Gangemi nella qualità di dirigente del dipartimento “Affari generali”. Le cifre più importanti le hanno percepite Gianfranco Nastasi (Sviluppo economico) e Massimo D’Amore (Servizi Sociali) rispettivamente con 30 mila e 27 mila euro lordi.

 Il mandato dell’assessore alla Cultura, Stefania Scolaro, è stato di 15 mila euro lordi, in quanto ha chiesto di esercitare la carica politica part-time; 4 mila quello della new entry Santi Romagnolo. Fino ad oggi gli unici politici che sono stati pagati regolarmente sono stati il sindaco Carmelo Pino e l’assessore alle Finanze Pippo Midili in quanto in aspettativa dai rispettivi posti di lavoro (a dire il vero anche l’assessore D’Amore si trovava nella medesima situazione, ma non ha mai ricevuto l’indennità mensile). Tutto bloccato per l’assessore Maurizio Capone e per il presidente del consiglio comunale, Saro Pergolizzi (equiparato dal punto di vista economico ad un componente della giunta). Per quest’ultimo, esponente dell’opposizione, si tratterebbe di una “svista”. A prendere carta e penna è stato, invece, l’assessore all’Ambiente Capone il quale ha chiesto le motivazioni per l’esclusione. A quanto pare gli uffici aspettano di capire come si evolverà l’indagine della Corte dei conti sui gettoni d’oro. Anche se formalmente Capone (che ha ricevuto una richiesta di chiarimenti assieme ad altri 25 ex amministratori) non ha alcun tipo di citazione o di provvedimento in corso.

 

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