Immediata rinuncia alle indennità, chiarezza sui sacrifici economici che la città dovrà affrontare con l’approvazione del dissesto, azzeramento delle posizioni organizzative interne al comune, resoconto degli obiettivi raggiunti da dirigenti e esperti a qualsiasi titolo nominati. E’ finita la luna di miele tra il sindaco Carmelo Pino e il movimento UNITI rappresentato in giunta dall’assessore Massimo D’Amore. Alla luce della verifica politica iniziata alcuni mesi fa e che ha avuto il suo culmine nel congresso del mese scorso, Uniti, con una nota del portavoce Gianfranco Minniti, boccia l’amministrazione Pino. E presenta delle richieste.

“Questo appare oggi un sentimento diffuso e, a giudizio dei più, non sembra addebitabile esclusivamente alle drammatiche situazioni ereditate dalle passate amministrazioni – scrive Minniti –  Il senso di responsabilità che ha animato da sempre l’azione di Uniti non può non tener conto della scarsa comunicazione con la città. A dispetto dei continui appelli a rendere tutti partecipi di quanto accadeva nel palazzo comunale, l’amministrazione non solo ha tralasciato di informare la cittadinanza, ma ha del tutto trascurato di chiamare la coalizione ad assumere in proprio il carico di responsabilità cha andava condivisa nei processi decisionali. L’inversione di rotta auspicata mesi fa continua ad essere frustrata. UNITI non intende rimanere con le mani in mano in attesa dell’annunciato dissesto, come se governare la Città sia solo una questione di “soldi” o di bilancio”. UNITI chiede al Sindaco una serie di provvedimenti “che rendano credibile l’azione amministrativa”: 1) Sul fronte della tassazione, rendere immediatamente noto alla cittadinanza quali tassazioni subiranno un incremento ed in quale misura, alla luce della prossima approvazione del dissesto da parte del consiglio comunale o del commissario (atteso che il dissesto verrà comunque approvato); 2) Azzeramento o, in subordine, drastica riduzione delle posizioni organizzative scaturite dall’ennesima modifica degli assetti burocratici della macchina comunale, dal momento che “i particolari benefici attesi“ sono stati ben lungi dal verificarsi; 3) Pubblicare il resoconto dell’attività svolta dai dirigenti comunali, con particolare riferimento al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’amministrazione; 4) Pubblicare il resoconto dell’attività svolta dagli esperti, a qualsiasi titolo nominati; 5) Immediato azzeramento, per un intero anno, delle indennità assegnate al Sindaco e alla Giunta nonché avanzamento della proposta di diminuzione del gettone consiliare dagli attuali 100,00 euro ad almeno la metà. “Si tratta, evidentemente, di richieste “minime” – conclude Gianfranco Minniti – che, senza particolari sforzi, l’amministrazione potrebbe “fare sue” in tempi ridottissimi; richieste tuttavia emblematiche di una scelta di responsabilità e di condivisione di “sacrifici” che la cittadinanza si attende”. Il primo a dirsi pronto a dare il buon esempio è Massimo D’Amore: “Visto l’invito rivolto dal movimento Uniti a Sindaco e Giunta circa la moratoria in materia di indennità – scrive D’Amore –  condividendone la filosofia, nel caso in cui il sindaco disponga in tal senso a far data dal mese di giugno, sono disponibile, per propria parte, a donare previa verifica delle obbligazioni in essere, emolumenti per iniziative di pubblica utilità con importi equivalenti all’indennità prevista per legge. Tali emolumenti, per quanto di personale discrezione, saranno destinati fino alla concorrenza della copertura di un anno di affitto del Centro Sociale di Fiumarellaaltrimenti in chiusura entro sei mesi a seguito di disdetta già notificata”.

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