A caval donato, si sa, non si guarda in bocca. Ma a volte bisogna essere anche un po’ sfacciati. Ad offrire lo spunto è l’impianto di climatizzazione del Trifiletti, finalmente riparato dalla Raffineria che nella struttura teatrale, venerdì scorso, in un’assolata giornata di scirocco, si sarebbe rovinata la festa, se il caldo afoso dei palchi e della platea avesse provocato una forte sudorazione sotto le camice dei dirigenti in giacca e cravatta o sotto le mise inappuntabili delle rispettive consorti. La riparazione dell’impianto di climatizzazione (mai entrato in funzione dall’inaugurazione del 2010) si va ad aggiungere ad altre generose concessioni del colosso di contrada Mangiavacca alla collettività milazzese: la donazione di una striscia di terreno per consentire l’allargamento della carreggiata stradale in viale Gramsci, le torri faro del Grotta Polifemo, i piccoli contributi a pioggia per questa o quella manifestazione estiva o natalizia, etc. etc. Il tutto in piena conformità ad un rapporto di collaborazione instaurato dai nostri primi cittadini sin dai tempi del cav. Monti, quando il Comune di Milazzo percepiva dalla Ram persino prestiti a tasso zero per pagare il personale, se non addirittura qualche posto di lavoro promesso al parente o all’amico di questo o quel sindaco.

A caval donato non si guarda in bocca. Ma in un clima di assoluta sfiducia, qual è quello attuale, nei confronti tanto dei politici di Roma quanto dei politicanti nostrani, i Milazzesi di buon senso alla loro, sottolineo loro, Raffineria chiedono ben altro. Non più minuscole elargizioni, ma un impegno serio e concreto rivolto ad ridurre più di quanto sia stato fatto sino ad oggi l’impatto sull’ambiente. Basta con le piccole elargizioni, di cui alla fine rimane ben poco. La Raffineria faccia sul serio ed investa ogni anno a favore dei Milazzesi qualche milione di euro in più, per rinvigorire il rapporto di fiducia con loro e con gli altri abitanti del comprensorio e nel contempo per onorare meglio gl’impegni presi in sede di certificazione ambientale ISO 14001. Quello che i Milazzesi di buon senso chiedono è un report annuale in cui alla fine di ogni anno venga elencato quanto è stato speso nel corso dell’anno per migliorare le prestazioni ambientali. Quel che vogliono sapere è cosa è stato fatto per ridurre le emissioni di composti organici volatili (COV) attraverso l’installazione del sistema di recupero vapori (VRU) che ai pontili della Ram permetterebbe l’assorbimento degli idrocarburi emessi dalle navi cisterna durante il caricamento dei prodotti leggeri. Quel che vogliono sapere è cosa si sta facendo per potenziare ulteriormente l’impiego di aria ai fini del raffreddamento dei prodotti petroliferi, in modo tale da ridurre l’incidenza sulle scorte idriche del suolo. E soprattutto come si sta affrontando il potenziamento del presidio interno dei vigili del fuoco giudicato “inadeguato” da un rapporto di cui ha dato notizia il Corriere della Sera appena qualche giorno fa. Stop dunque alle minuscole, sia pur generose, concessioni. Una riunione l’anno, soltanto una breve riunione l’anno, per illustrare ai cittadini (con tanto di fatture alla mano) le iniziative intraprese per migliorare la qualità dell’ambiente e, di conseguenza, la salute dei nostri figli.

MASSIMO TRICAMO

 

 

 

 

 

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