Martedì scorso si è registrata in città l’ennesima ottima iniziativa della Libera Università per la Terza Età (LUTE): una lezione tenuta dal prof. arch. Cono Terranova all’interno del nostro Castello, dove ai partecipanti è stato consentito l’accesso all’area di cantiere, entro la quale è stato possibile visitare ed ammirare persino la meravigliosa terrazza panoramica posta sulle alture del grande salone con camino (cosiddetta “Sala del Parlamento”). In verità si tratta soltanto di un piccolo privilegio accordato ai membri della Lute. Da qualche anno infatti a cittadini e turisti viene inibito l’accesso all’area di cantiere: persino agli ospiti francesi della Costa Voyager è stata negata la visita alla porzione più affascinante della cittadella fortificata, salvo una piccola delegazione di fortunati (perlopiù alti ufficiali dell’equipaggio) che al contrario è riuscita ad accedere sino al Mastio.

Ma basta dare uno sguardo alle foto postate su Facebook per capire che i privilegiati sono in tanti. Come non apprezzare ad un fotografo scattate in piena area di cantiere ed apparse qualche giorno fa anche sul proprio sito internet. Recentemente il privilegio è stato accordato anche ai soci di un altro sodalizio locale, nell’ambito di una conferenza sulle prospettive di riutilizzo della città murata alla quale ha partecipato anche lo scrivente, che però ha preferito rimanere ben al di fuori dell’area di cantiere. Per carità, tutte iniziative lodevoli ed apprezzabili. Quel che non va è piuttosto l’antipatica discriminazione messa in atto ai danni di quei cittadini che non hanno “amici” e che non usufruiscono di alcuna “raccomandazione”. E come fare a digerire la discriminazione perpetrata ai danni di quei turisti che vengono da lontano ed ai quali viene rigorosamente negata la visita oltre il Duomo antico? E’ così che vogliamo fare turismo a Milazzo? Lo scorso 13 maggio – presente chi scrive – è stato negato l’accesso persino ad una ricercatrice universitaria laziale che si occupa da anni di fortificazioni medievali. Non sarebbe allora il caso di permettere a tutti la visita al Castello, consentendo ai visitatori la visita parziale del maniero ogni ora e con guida al seguito (come si faceva sino al 2008) lungo la stradella che dal Duomo antico conduce sino all’ingresso del Mastio ed evitando nel contempo – per evidenti ragioni di sicurezza – l’accesso ai locali ancora sprovvisti di collaudo? Così facendo i turisti potrebbero ammirare – senza entrare all’interno dei diversi fabbricati e rimanendo dunque sempre all’aperto – l’area archeologica posta in prossimità del bastione delle Isole, i panorami mozzafiato del Tono e del Capo visibili accanto al Monastero delle Benedettine e soprattutto potrebbero osservare da vicino la cinta e la porta aragonese ed ancora avere un assaggio della corte del Mastio, all’ingresso del quale una serie di transenne impedirebbe l’accesso alle zone in cui ancora mancano i collaudi. Un po’ di buon senso, per favore.

MASSIMO TRICAMO

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