Milazzo vuole lasciare l’Autorità portuale. Quella che era stata una proposta sin qui dibattuta è stata ufficializzata con un documento approvato da 21 consiglieri comunali nel quale si ribadisce la necessità di avviare tutte quelle iniziative previste per uscire dall’Autority e si dà mandato all’Amministrazione comunale di attivarsi per dare attuazione a quanto deliberato. Il documento sarà inviato al Ministero dei Trasporti, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Presidente della Regione siciliana.

Giovanni Di Bella

Una presa di posizione unitaria dunque quella del Consiglio che anche nel corso della seduta ha sottolineato le inadempienze e il disinteresse dell’Autorità portuale nei confronti di Milazzo nonostante l’importo ruolo del porto e le significative entrate che ricava dalla portualità milazzese. A votare il documento sono stati i consiglieri Napoli Santo, Mellina, Italiano, Maisano, Capone, Doddo, Saraò Santi Michele, Abramo, Di Bella, Foti, Messina, Gitto, Cento, Bagli, Formica, Saraò Orazio, De Gaetano, Scicolone, Isgrò, De Luca e Napoli Antonio). Al dibattito sono intervenuti Roberto Mellina, Antonino De Gaetano, Pippo Doddo, Carmelo Formica e Giovanni Di Bella, tutti concordi nell’esprimere “profonda delusione per gli atteggiamenti tenuti nel tempo dall’Autorità Portuale verso il porto di Milazzo che deve tornare ad essere, con i giusti interventi strutturali il centro propulsore dell’economia del comprensorio, dal punto di vista commerciale e turistico. Ovviamente è stato altresì sottolineato l’Autorità portuale deve portare a compimento gli interventi programmati quali la sistemazione della banchina ed il dragaggio. Fondamentale è poi una accelerazione alla predisposizione del piano regolatore portuale, senza stravolgere il territorio milazzese. Nel corso dei lavori d’aula il sindaco Carmelo Pino ha anche riferito di un incontro con l’ingegnere Francesco Di Sarcina dal quale aveva avuto assicurazioni per interventi immediati destinati a risolvere alcune criticità del porto mamertino e la piena disponibilità ad incontrare i capigruppo consiliari per discuterne, ma le forze politiche hanno insistito sulla necessità di “dire basta ad una gestione caratterizzata solo dal promesse e impegni, ma pochi fatti concreti”.

 

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