L’associazione ambientalista Adasc invierà nelle prossime ore una nota al ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per chiedere di avviare dei controlli all’interno delle industrie ricadenti nell’Area ad elevato rischio di crisi ambientale di Milazzo per accertare le specifiche sismiche degli impianti soprattutto quelli a rischio di incidente rilevante. I sindaci della valle del Mela, invece, verranno invitati a sollecitare i controlli e prevedere delle prove di evacuazione per i cittadini. La preoccupazione dell’associaizone ambientalista presieduta da Peppe Maimone si dice preoccupata dalle indiscrezioni, sempre più insistenti, che si stanno diffondendo sulla rete, relativa ad un possibile sisma di inaudita forza (7,5 della scala Richter) che, secondo gli esperti, dovrebbe colpire un’area tra Sicilia e Calabria. Tutto parte da una inchiesta di Mario Sanna e Maurizio Torrealta di RaiNews24 che hanno mandato in onda mercoledì 18 aprile.

Gli esperti esperti intervistati hanno presentato nuovi esperimenti e studi che portano tutti alla stessa conclusione: al sud Italia, e soprattutto in Calabria e Sicilia, c’è il rischio che si verifichi un terremoto di magnitudo 7.5 Richter, più potente rispetto a quello che ha distrutto L’Aquila poco più di tre anni fa. Le attuali conoscenze non sono in grado di stabilire dove e quando. Alcuni esperti si sono anche soffermati sul rischio che i nuovi eventi sismici possano essere amplificati dalla devastazione di stabilimenti industriali e chimici. Si chiamano “RIR” in gergo tecnico, un acronimo che sta per Rischio Incidente Rilevante. E precisamente a Milazzo e a Priolo (vicino ad Augusta). Mentre gli altri Paesi si dotano di normative specifiche per la progettazione sismica degli impianti RIR, in Italia la normativa attuale è insufficente e i controlli affidati solo ai gestori.

 

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